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Un articolo a caso


«Il labirinto degli spiriti» con il vino «Viña Cubillo» 2007

 

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Il labirinto degli spiriti
 
Autore: Carlos Ruiz Zafón (traduzione di Bruno Arpaia)
 
Nome vino: Viña Cubillo 2007
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Il volume spiega dinamiche di cui si era accennato nei precedenti libri e chiude il cerchio. Il vino è un rosso di struttura e di grande beva.

Aspetti negativi


Libro con troppe pagine per star lì a tergiversare su cavilli e particolari. L’etichetta è l’unica nota che mi lascia poco soddisfatta.


In sintesi

Il vino spagnolo Viña Cubillo è perfetto da sorbire mentre si legge il romanzo «Il labirinto degli spiriti» di Carlos Ruiz Zafón.

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pubblicatosabato, 18 febbraio 2017 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Carlos Ruiz Zafón, Il labirinto degli spiriti

Carlos Ruiz Zafón, Il labirinto degli spiriti

Ultima delle fatiche letterarie dello scrittore spagnolo, Il labirinto degli spiriti è anche il romanzo più lungo di Carlos Ruiz Zafón. Quarto della tetralogia del Cimitero dei libri dimenticati (L’ombra del vento – 2001; Il gioco dell’angelo – 2008; Il prigioniero del cielo – 2011), è, per il momento, il conclusivo, anche se lascia intravedere la possibilità di raccontare qualcosa sul futuro del figlio di Beatriz e Daniel.

Occupandosi della morte della madre di Daniel, del matrimonio con il padre, chiudendo il cerchio di Julian Carax, raccontandoci il passaggio del testimone del cimitero dei libri dimenticati, Il labirinto degli spiriti ci parla anche della pericolosa Alicia Gris e di come la sua storia sia indistricabilmente legata a quella di Fermín. Il presente ha sempre un passato che qui viene richiamato di volta in volta dai vari protagonisti del libro che si muovono nelle fredde strade di Barcellona, ma anche in quelle di Madrid e, nell’ultima parte, a Parigi, regalandoci, così, suggestioni spazio-temporali.

La prerogativa dei romanzi di Carlos Ruiz Zafón è di catturare il lettore completamente fino a trasformarlo in un animale famelico che non ne ha mai abbastanza. Caratteristica che, a mio parere, ne Il labirinto degli spiriti viene meno. Probabilmente le 811 pagine del romanzo sono troppe da gestire per rinunciare a tutta una serie di particolari che su un libro più snello aumentano il piacere della lettura. In un libro di queste dimensioni, invece, ne ingolfano la scorrevolezza. Mi sono sorpresa a domandarmi quando sarebbe terminato il romanzo, e non come sarebbe finito o altre domande inerenti la trama. Trama, comunque, che è tessuta come al solito con grande maestria.

Il Viña Cubillo 2007 abbinato a «Il labirinto degli spiriti»

Il Viña Cubillo 2007 abbinato a «Il labirinto degli spiriti»

Il Viña Cubillo 2007 abbinato a «Il labirinto degli spiriti»

A dispetto delle preferenze della signorina Gris per il vino bianco, mi lascio ispirare dalle fredde giornate barcellonesi che sferzano i protagonisti del romanzo, abbinando un rosso di struttura elegante e dal fascino antico. Queste sono le caratteristiche che per prime mi vengono in mente pensando a questo Rioja, assemblaggio di Tempranillo 65%, Grenache 25 %, Manzuelo e Graciano 10%.

A soli quattro chilometri dalla cantina López de Heredia, Viña Cubillo si erge a 410 metri sul livello del mare, con viti di circa quarant’anni di età. La filosofia è semplice, biologica nell’approccio in agricoltura, per la chiarifica si usa la chiara dell’uovo, tre anni prima dell’immissione in commercio, e tanta materia, con quello stile rétro che non passa mai di moda.

Rosso rubino intenso, con naso speziato di liquerizia, rosa appassita, ciliegie sotto spirito. In bocca è corposo, setoso, persistente e con un bel tannino. Ottima la beva, di grande conforto in giornate uggiose, dove spirito e corpo bramano accompagnamenti culinari succosi e di notevole apporto calorico. Prezzo a scaffale 25 euro circa.

Un vino spagnolo che, sono sicura, verrebbe apprezzato sia dal buon Fermín che da Vargas in una delle loro indigestioni goduriose.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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