Un articolo a caso


«Impronte degli dei» di Hancock e il vino moscato

 
«Impronte degli dei» di Hancock e il vino moscato
«Impronte degli dei» di Hancock e il vino moscato
«Impronte degli dei» di Hancock e il vino moscato

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Impronte degli dei. Alla ricerca dell’inizio e della fine
 
Autore: Graham Hancock (traduzione di Eva Kampmann)
 
Nome vino: Micòl – azienda Fausta Mansio
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Il libro apre alla possibilità di una realtà completamente diversa da quella che noi conosciamo e immaginiamo. Il vino è un gradevole moscato bianco secco, non troppo alcolico o grasso, ottimo con alcuni piatti di pesce, ma soprattutto con i crostacei.

Aspetti negativi


Libro a tratti prolisso, che si perde in calcoli e formule matematiche non facilmente comprensibili. Vino ben fatto ma comunque è lontano da una vera eleganza, che mi porta a riflettere sulla validità del moscato nell’ambito dei vini dolci.


In sintesi

«Impronte degli dei. Alla ricerca dell’inizio e della fine» è un libro di Graham Hancock che vediamo bene in abbinamento al moscato Micòl di Fausta Mansio.

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pubblicatosabato, 13 agosto 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Graham Hancock, Impronte degli dei. Alla ricerca dell’inizio e della fine

Graham Hancock, Impronte degli dei. Alla ricerca dell’inizio e della fine

Il giornalista scozzese Graham Hancock, corrispondente in Africa per The Economist, ha scritto articoli e saggi naturalistici e scientifici. Ha intrapreso una lunghissima indagine ad ampio spettro per comprendere i misteriosi legami tra credenze religiose di Paesi anche molto lontani fra loro, non solo fisicamente ma anche cronologicamente, costruzioni ancestrali ed evoluzione dell’uomo.

Armato di voglia di scoprire e con molti studi alle spalle, nel 1995 pubblica Impronte degli dei. Alla ricerca dell’inizio e della fine (edizione italiana nel 1996, per Corbaccio, con varie ristampe): uno studio di circa 650 pagine in cui mette in discussione la teoria universalmente accettata dell’origine delle piramidi e delle loro datazioni, ponendo in rilievo la concreta possibilità che una civiltà molto raffinata sia esistita 12000 anni fa. Una civiltà con un enorme bagaglio culturale, soprattutto in ambito matematico e astronomico, ma non solo, e che avesse colonizzato e fondato ovunque sul pianeta Terra civiltà diverse fra loro.

Del superuomo, comune a molti culti, ci rimangono testimonianze nelle varie culture – quella cristiana per esempio si rifà a religioni precedenti e lo identifica in Cristo. Non solo una lente puntata sul passato, ma drammatiche riflessioni che hanno condannato una grandiosa civiltà alla scomparsa e che potrebbero riguardare anche noi. Insomma la mitica città di Atlantide sembra essere esistita anche secondo Hancock, e si estinse durante l’ultima glaciazione, circa 10500 anni fa, ma sopravvissero, e furono in qualche modo tramandate, le loro conoscenze.

Impronte degli dei è un libro appassionante e ingarbugliato, zeppo di calcoli matematici, di esempi e collegamenti fra civiltà, epoche e astri. Un pot-pourri tutt’altro che casuale, ma perfettamente concatenato e logico in sé. Rivelazioni che faticano a trovare consensi fra gli studiosi dei vari campi toccati dallo scozzese, in quanto minerebbero la base di studi e del viver quotidiano di molti di noi.

Il vino moscato e il libro «Impronte degli dei»

L'abbinamento con il libro «Impronte degli dei»: un moscato di Siracusa

L’abbinamento con il libro «Impronte degli dei»: un moscato di Siracusa

Che vino abbinare a un libro come Impronte degli dei? Devo necessariamente ricorrere a un vitigno le cui origini sono antichissime e con mutazioni genetiche che ne hanno conclamato il successo in diverse parti del mondo: il moscato bianco. Coltivata già dai Greci, quest’uva, sembra sia stata introdotta dall’Oriente in Europa dai Templari e dagli Ospedalieri durante le Crociate.

Del moscato di Siracusa ne abbiamo un’ottima interpretazione secca da parte dell’azienda Fausta Mansio. L’etichetta rimanda a qualche civiltà del passato che ben si addice alla copertina del libro di Hancock.

Micòl è un Moscato di Siracusa in purezza, vinificato a cinquanta metri sul livello del mare nel comune di Siracusa. La vinificazione avviene in acciaio e l’affinamento in bottiglia. Il colore è un giallo paglierino con riflessi dorati. Il profumo è intenso, ma allo stesso tempo elegante, di frutta a polpa bianca e fiori d’arancio. In bocca è abbastanza equilibrato e sapido, buona la persistenza.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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