Un articolo a caso


In clandestinità di Capossela e Costantino con il vino Zinfandel

 
In clandestinità di Capossela e Costantino con il vino Zinfandel
In clandestinità di Capossela e Costantino con il vino Zinfandel
In clandestinità di Capossela e Costantino con il vino Zinfandel

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: In clandestinità. Mr Pall incontra Mr Mall
 
Autore: Vinicio Caposella e Vincenzo Costantino
 
Nome vino: Zinfandel di Sinfarosa
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Libro insolito, a tratti leggero e intimo. Il vino è di una tipologia che non rientra normalmente nelle mie corde, ma ha da raccontare qualcosa: le note di cioccolato, ciliegia e pepe, non lo rendono il solito mangia e bevi, tipico di alcuni vini del sud molto caldi e marmellatosi.

Aspetti negativi


Nel libro mi è difficile capire l'arco temporale preso in considerazione: anni, decenni? Vino sconsigliatissimo in estate, nonostante l'alcol sia ben integrato: la fronte madida non ve la toglie nessuno con un bicchiere di questo primitivo...


In sintesi

In clandestinità è un libro di Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino che noi abbiniamo al vino Zinfandel dell’azienda agricola pugliese Sinfarosa.

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pubblicatosabato, 18 giugno 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino, In clandestinità. Mr Pall incontra Mr Mall

Vinicio Capossela e Vincenzo Costantino, In clandestinità. Mr Pall incontra Mr Mall

In clandestinità. Mr Pall incontra Mr Mall è un libro scritto a quattro mani, incentrato sull’amicizia tra Vinicio Capossela, alias Mr Mall, e Vincenzo Costantino, alias Mr Pall. Alla base di tutto c’è la metafora con la boxe che è come i due vedono in qualche modo la vita: una serie di round che si possono vincere, perdere o pareggiare, fino all’epilogo.

Faccio pubblica ammenda di ignoranza per Vincenzo Costantino, detto Cinaski, il quale scopro essere scrittore di poesie, protagonista di reading, cantante, autore, ma soprattutto «portatore sano» di arte negli angoli bui d’Italia. Col suo entourage ha, infatti, animato non poche serate a Milano in primis, e in tutto il resto dello Stivale, accompagnato spesso anche da Capossela, suo grande amico. Vinicio Capossela, nato in Germania da genitori italiani, è uno dei pochi cantautori italiani che seguo, e soprattutto ascolto. E che, grazie a questo libro, ho anche letto. Vincitore di quattro targhe Tenco, è l’unico che riesce a mettere d’accordo sia me che mia madre nell’ascolto di un cd in automobile.

In clandestinità narra dell’incontro e della nascita di una sincera amicizia tra loro due. Alcuni racconti sono uno spaccato intimo di come Capossela abbia vissuto alcune sue performance, momenti anche poco edificanti, perciò difficili da rendere ulteriormente pubblici. Altri raccontano del giudizio sempre offuscato dal proprio color d’occhi del poeta Costantino nei confronti della vita: egli spiega che avrebbe voluto averli blu per vedere la vita attraverso questa colorazione, ma li ha marroni…

Racconti, poesie, citazioni, dialoghi che si intersecano e susseguono e compongono questa insolito libro. Un testo che è sicuramente da leggere: scorrevole, piacevole a volte scava più a fondo nelle anime dei protagonisti, a volte rimane più in superficie.

Approfittiamo di questo libro per rendere omaggio al pugile statunitense Cassius Clay o, come volle farsi chiamare, Muhammad Alì, recentemente scomparso.

L’abbinamento: In clandestinità con il vino Zinfandel

«In clandestinità» di Capossela e Costantino con il vino Zinfandel

Il vino Zinfandel di Sinfarosa

Avrei potuto abbinare facilmente In clandestinità al citato vino Barone Rosso: peccato non l’abbia mai assaggiato e credo non venga neanche più prodotto, anche se in rete se ne trova qualche bottiglia.

Nel libro si parla molto di sbronze, di vino, di cocktail, del rapporto con l’alcol… Ho deciso di abbinarlo, quindi, a un rosso corposo e alcolico: Zinfandel dell’azienda agricola pugliese Sinfarosa.

A Manduria, in provincia di Taranto, viene prodotto questo Primitivo di Manduria (Zinfandel è come gli statunitensi chiamano il Primitivo di Manduria), denso, profondo, speziato, quasi masticabile. La gradazione alcolica è 15% e l’alcol, nonostante la sua massiccia presenza, non lo rende stancante alla degustazione. Sicuramente berne una bottiglia da soli, non è impresa da poco, ma in compagnia, con piatti di carne corposi, scorre che è un piacere.

Percepisco questo vino come sanguigno e importante, di quelli che, se non sei abituato, al secondo bicchiere potresti ritrovarti a parlare della tua vita con chiunque. Lo immagino protagonista dell’incontro tra Cinaski e Capossela al bancone del bar… Un vino capace di mandare al tappeto molti consumatori.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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