Un articolo a caso


La vendetta del traduttore con il Brut Riserva 2007 di Maso Martis

 
La vendetta del traduttore con il Brut Riserva 2007 di Maso Martis
La vendetta del traduttore con il Brut Riserva 2007 di Maso Martis
La vendetta del traduttore con il Brut Riserva 2007 di Maso Martis

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: La vendetta del traduttore (traduzione di Elena Loewenthal)
 
Autore: Brice Matthieussent
 
Nome vino: Brut Riserva 2007 (Maso Martis)
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


L'idea del libro è splendida: un traduttore che realizza in un suo romanzo il sogno di rimaneggiare un libro che deve tradurre il protagonista traduttore è semplicemente geniale. La trama è importante anche in un vino spumante, e quella del Brut Riserva dell'azienda Maso Martis è di tutto rispetto.

Aspetti negativi


la trama è fin troppo intersecata, ci si perde, cala l'attenzione e a tratti mi sono trovata distratta mentre leggevo. Insomma bella e originale l'idea, poco scorrevole il libro, nonostante il ritmo incalzante dello stesso. Per il vino: mi chiedo se aumentando i volumi qualitativamente questi spumanti possano rimanere così buoni. A ogni modo è un felice spaccato di italica qualità di cui andar fieri, ma soprattutto di cui godere.


In sintesi

La vendetta del traduttore è un metaromanzo di Brice Matthieussent che noi abbiniamo al vino Brut Riserva 2007 di Maso Martis.

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pubblicatosabato, 21 maggio 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Brice Matthieussent, La vendetta del traduttore

Brice Matthieussent, La vendetta del traduttore

Brice Matthieussent è un traduttore francese nato nel 1950 a Parigi. Tra gli autori a lui tradotti figurano Kerouac, Henry Miller e Bukowski. Nel 2009 dà alle stampe il suo primo romanzo, La vendetta del traduttore pubblicato in Italia da Marsilio Editori. Prendendo spunto dal suo lavoro, si cimenta in questo ardimentoso libro che, neanche a dirlo, narra di un traduttore che, stanco di tradurre romanzi mediocri, cede all’impulso di modificarne uno. Ne cancella parti per dare spazio alle sue N.d.T. Così le sue note a piè pagina dapprima timide diventano sempre più invadenti, fino a essere preminenti. I protagonisti di Translator’s Revenge, il libro che il traduttore si trova a tradurre, diventano il punto focale della nostra lettura e così ci troviamo a leggere di un romanzo che narra di un romanzo e di come uno traduttore trionfa su uno scrittore, prendendosi la parte alta della pagina e non più quella generalmente a lui relegata.

Tutto il romanzo La vendetta del traduttore è composto di passaggi da un romanzo all’altro, che si legano, intrecciano e compartecipano alla storia; un labirinto linguistico, un puzzle virtuosistico di storie collegate, motivo per cui questo è libro sconsigliatissimo da leggere in metro o in un posto in cui la concentrazione non è assoluta.

Devo ammettere di essermi persa più volte leggendo La vendetta del traduttore. L’autore parigino è riuscito non solo a non cedere alla tentazione di non manipolare una traduzione, migliorando un libro, ma da questo grande desiderio di metter mano, abbellire e modificare ciò che traduce per lavoro, ha preso spunto per la creazione di un personaggio traduttore che invece se ne infischia della deontologia e taglia, modifica, crea e si ricava il proprio spazio nel libro di un altro.

Parlando di un libro nel libro ho pensato a un abbinamento che contemplasse un vino nel vino…

La vendetta del traduttore abbinato al Brut Riserva 2007 di Maso Martis

La vendetta del traduttore con il Brut Riserva 2007 di Maso MartisSembra strano, ma in fondo tutte le bollicine prima di essere quello che poi beviamo, nascono da un vino fermo, di cui l’originario sapore viene sovrascritto da una rifermentazione in bottiglia o in autoclave quale che sia. Oggi ci occupiamo di Maso Martis, azienda trentina sita a Martignano, Trento. Questa storia inizia nel 1986, conta dodici ettari di vigneti, con una produzione di sessantamila bottiglie di cui quarantacinquemila Trento doc e agricoltura biologica in vigna. Nello specifico parliamo di Brut Riserva millesimato 2007, un assemblaggio di 70% Pinot Nero e 30% Chardonnay. Ricordiamo che con Trento doc indichiamo sempre un metodo classico, quindi seconda rifermentazione in bottiglia. La raccolta delle uve avviene manualmente. Il Pinot Nero viene vinificato in acciaio e lo Chardonnay in barrique dove vi sosta per otto mesi. Vengono poi assemblati insieme imbottigliati unitamente ai lieviti per la seconda rifermentazione. Anche il remuage è fatto a mano.

Nel bicchiere abbiamo uno splendido spumante giallo paglierino con un naso ricco e avvolgente, ma allo stesso tempo delicato. Crosta di pane, burro, vaniglia, perlage sottile e continuo. All’assaggio è avvolgente, setoso, ma anche pieno e appagante. Perfetto jolly a tavola, capace di reggere da solo un aperitivo, senza magari far notare che non c’è nulla da mangiare, o accompagnare primi quali risotto con porri e scamorza, primi piatti di pesce o crudité di mare. Anche qualche carne bianca si accompagna bene.

A voi l’arduo compito di trovare l’abbinamento che più vi appassiona. L’idea che uno spumante nasca da un vino fermo e dall’unione di un’uva bianca e di una nera mi affascina concettualmente, e il risultato nel bicchiere è straordinario, direi quindi che alla casa vinicola è riuscito meglio l’intreccio e l’ardimentosità della produzione rispetto all’originalità del libro non facilmente fruibile al momento della lettura.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



  1.  
    Geeo

    Quante ne sai! 🙂





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