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Un articolo a caso


L’Alchimista di Paulo Coelho e il Lighea di Donnafugata

 
L'Alchimista di Paulo Coelho e il Lighea di Donnafugata
L'Alchimista di Paulo Coelho e il Lighea di Donnafugata
L'Alchimista di Paulo Coelho e il Lighea di Donnafugata

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: L'Alchimista
 
Autore: Paulo Coelho
 
Nome vino: Lighea (Donnafugata)
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
4 Voti totali

 

Aspetti positivi


Il libro sprona al cambiamento e dà motivazione in se stessi e nelle proprie capacità, è rincuorante e di facile lettura. Il vino conquista col suo profumo inebriante e in parte sorprende e incuriosisce il neofita quando lo assaggia.

Aspetti negativi


Il libro, per essere così immediato, si dimostra poco accattivante, almeno a mio modesto parere; una lettura da ombrellone, ma che a distanza di anni lascia un vago ricordo. Il vino è speculare al libro: molto facile e profumato, di grande impatto iniziale, non intriga il degustatore più esperto.


In sintesi

Ho pensato di abbinare un vino insolito a L’Alchimista di Paulo Coelho, un vino che avesse un legame con il viaggio, con i luoghi narrati nella storia.

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pubblicatosabato, 5 luglio 2014 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

L'Alchimista di Paulo Coehlo e il Lighea di DonnafugataPaulo Coelho, nato a Rio de Janeiro nel 1947, è considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale. Le sue opere sono state pubblicate in oltre centosettanta paesi e tradotte in settantadue lingue. Nella sua amplissima produzione letteraria, L’Alchimista è probabilmente il suo libro più conosciuto. Narra di un ragazzo che intraprende un viaggio lungo e avventuroso alla ricerca di un tesoro e alla conquista di un sogno. Incontri, scontri, ladri e saggi interverranno a rendere movimentato il suo cammino, mettendone alla prova la buona fede, la fiducia in se stesso e negli altri, il coraggio e la caparbietà. Incontrerà anche una ragazza di cui si innamorerà e con la quale poi vivrà, non prima però di aver portato a termine il viaggio. Viaggio che si rivelerà un percorso iniziatico di crescita e maturazione.

Storia piena di ottimismo, anche se non mancano momenti oscuri che tuttavia l’autore non esaspera, per lasciar comprendere come anch’essi facciano parte della vita e che vanno affrontati con coraggio.

Semplice è uno degli aggettivi che mi viene in mente pensando al modo di narrare di Coelho. Semplice e sereno e colmo di fiducia. Non si può non essere rincuorati dalla lettura di questo libro che evidenza il grande ruolo che la volontà gioca nel vivere quotidiano. La storia è ben ideata e scritta con passo leggero e scorrevole, mai noiosa.

Tuttavia, forse proprio la sua disarmante linearità non la rende una lettura a me congeniale. Poco male, i numeri mi danno torto, nel mondo il suo modo di scrivere ha grande successo e ben venga, vista la positività che trasmette.

Il Lighea di Donnafugata

L'Alchimista di Paulo Coehlo e il Lighea di Donnafugata

In abbinamento a L’Alchimista di Paulo Coelho ho pensato al Lighea di Donnafugata. Azienda sicula con sede a Marsala e succursali a Contessa Entellina e Pantelleria da dove provengono le uve di Zibibbo o Moscato D’Alessandria, coltivate sui tipici terrazzamenti isolani. Prima annata di produzione 1990. L’etichetta è stata studiata prendendo spunto dalla sirena di nome Lighea, descritta in un racconto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Donnafugata si impegna nel sociale, è una realtà siciliana attiva e vivace che lega la sua immagine al lavoro, alla cultura, alla musica e alla solidarietà, facendosi promotrice di innumerevoli iniziative, quali raccolte di fondi per l’ospedale, mecenatismo ecc.

La particolarità di questo vino è nel contrasto naso-bocca. Lo Zibibbo è un’uva che si vinifica più volentieri in versione dolce e passita, mentre in questo caso, certo non unico nel suo genere, è vinificata secca. Nel bicchiere si presenta in una veste gialla-paglierino insolitamente chiara, vista la latitudine. Al naso si apre un ampio bouquet che gioca soprattutto sui toni floreali e fruttati. Troviamo freschi fiori d’arancio e di rosa. Note fruttate di scorza d’arancia candita e albicocca fresca e secca. Miele di acacia per finire. Il dolce olfatto ci fa immaginare un’altrettanta dolcezza al palato. Aspettativa che viene disillusa poiché, come abbiamo detto, le uve vengono vinificate secche. Ritroviamo la carnosa albicocca che spicca su tutto il resto. Il vino è morbido, caldo e sapido. Perfetto come aperitivo molto profumato o in abbinamento con piatti di alici o con tabulè speziati.

Ho pensato a un vino insolito, che avesse un legame con il viaggio, con il caldo dei luoghi narrati nella storia e al forte richiamo cromatico dell’etichetta con la copertina del libro.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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