Un articolo a caso


Lettera al padre di Kafka con il Pinot Nero Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012

 
Lettera al padre di Kafka il Pinot Nero Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012
Lettera al padre di Kafka il Pinot Nero Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012
Lettera al padre di Kafka il Pinot Nero Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Lettera al padre
 
Autore: Franz Kafka (traduzione di Claudio Groff)
 
Nome vino: Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
1 Totale dei voti

 

Aspetti positivi


La lettera è uno scritto a cuore aperto indirizzata al padre: si avverte quindi la referenzialità/paura e al tempo stesso la voglia di liberarsi di tutto quello che si è notato e subito da piccolo, ma con la finalità di migliorare un rapporto difficile. Toccante e sofferto sicuramente lo consiglio. Il vino è un buon Pinot Nero, scuro e un po’ difficile, da provare.

Aspetti negativi


Nel leggerlo ho la sensazione che Kafka non si sia liberato del tutto, trattenendo parti della lettera che non è riuscito a confessare.Per quel che riguarda il vino, non è il pinot nero migliore che si possa trovare e neanche il più emozionante. Ma un buon compromesso.


In sintesi

Le note scure e malinconiche della Lettera al padre di Franz Kafka mi hanno suggerito l’abbinamento con un Pinot Nero della Borgogna.

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pubblicatosabato, 13 settembre 2014 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

Lettera al padre di Kafka il Pinot Nero Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012Lettera al padre è una lettera riassuntiva, esplicativa e di autoindagine del rapporto intercorso fra Franz Kafka e suo padre, scritta nel 1919 e pubblicata nel 1952. Il padre è una figura importante e imponente con la quale il giovane scrittore non smetterà mai di confrontarsi.

Questa lettera rappresenta il flusso di coscienza che Franz è costretto a mettere nero su bianco all’età di trentasei anni, forse anche con l’idea di far leggere a suo padre quello che ha vissuto a causa sua, ma, anche e soprattutto, a causa del suo essere pavido e probabilmente predestinato alla vita che sta conducendo. Questa lettera non verrà mai consegnata, forse per vigliaccheria o perché lo scrittore rassegnato all’idea che il loro rapporto, troppo segnato da incomprensioni, non potesse trarne giovamento. Chissà se almeno l’aver scritto, ammesso, incolpato e discolpato, abbia messo a tacere il suo frustrante e incessante senso di colpa, il maggiore dei problemi dello scrittore praghese.

Questo scritto commovente e sofferto è uno spaccato di quanto la famiglia sia importante e incisiva nella crescita di un individuo, e come rimproveri o leggerezze possano avere conseguenze diverse a seconda di chi le vive, o, come nel caso specifico, le subisce.

Un testo nebuloso, nostalgico, toccante, difficile ma non totalmente liberatorio nel senso che, nel leggerlo, ho avuto l’impressione che l’autore abbia deliberatamente taciuto qualcosa per non svelarsi completamente.

Con queste note scure e malinconiche l’abbinamento cui ho pensato è con un Pinot Nero della Borgogna.

Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012

Lettera al padre di Kafka il Pinot Nero Nuits-Saint-Georges Cailles 1er Cru 2012Nella parte sud della zona di Nuits-Saint-Georges (comune francese nel dipartimento della Côte-d’Or, in Borgogna) si trovano le vigne che affondano le radici in un terreno ghiaioso e argilloso. Il vitigno è l’ostico, elegante Pinot Nero, il più complicato dei vitigni della Borgogna e del mondo, che può regalare splendidi vini o, per contrasto, scadenti.

Utilizzato anche in Champagne per la produzione di bollicine più possenti, è il vitigno con il quale tutti i produttori amano confrontarsi mettendosi in gioco e alla prova vinificandolo. Così se ne hanno esempi negli Stati Uniti, Australia, e Nuova Zelanda, e anche Italia, dove assume caratteri più fruttati. Qui questo vitigno rispecchia il terroir, ed è più scuro, minerale, intrigante, speziato, sottile, nebuloso affascinante. Un po’ come il nostro Kafka, che si percepiva fallito agli occhi del padre, poiché non aveva voluto occuparsi della fortunata attività di famiglia, si sentiva denigrato nella sua attività di scrittore, dimostrando al contrario, suo malgrado, un’autonomia decisionale e una straordinaria capacità di scrivere.

Lieviti indigeni, diciotto mesi di barrique per un quinto nuove. Rosso granato si schiude all’olfatto con sentori di piccola frutta rossa, soprattutto mirtilli e cassis. Speziato e balsamico offre un bouquet ricco e armonioso. In bocca la struttura è apprezzabile e il tannino equilibrato, anche se sicuramente con più anni di cantina rende meglio in rotondità. Buona l’acidità e la sapidità.

Ottimo accompagnamento di questo libro.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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