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Un articolo a caso


L’insostenibile leggerezza dell’essere e il Cervaro della Sala

 
L'insostenibile leggerezza dell'essere il Cervaro della Sala
L'insostenibile leggerezza dell'essere il Cervaro della Sala
L'insostenibile leggerezza dell'essere il Cervaro della Sala

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: L'insostenibile leggerezza dell'essere
 
Autore: Milan Kundera
 
Nome vino: Cervaro della Sala dei Marchesi Antinori
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
5 Voti totali

 

Aspetti positivi


Il libro è ben scritto e abbastanza fluido. Il vino è uno dei più premiati e longevi vini bianchi italiani.

Aspetti negativi


Per il libro trovo negativo il ripetersi di alcuni passaggi; per il vino il troppo legno e il poco Grechetto.


In sintesi

Il Cervaro della Sala per la sua struttura e solidità, per l’evoluzione nel tempo ben accompagna la lettura de L’insostenibile leggerezza dell’essere.

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pubblicatosabato, 18 maggio 2013 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essereEinmal ist Keinmal. L’insostenibile leggerezza dell’essere, il romanzo che diede la popolarità allo scrittore Milan Kundera, si apre con questa affermazione. I tedeschi usano queste due parole per spiegare che una cosa successa una sola volta è come se non fosse mai accaduta. Tralasciando l’irrilevante pensiero personale al riguardo, è da qui fondamentalmente che si apre la discussione sull’insostenibile leggerezza dell’essere, cioè sulla fugacità della vita umana rispetto all’eternità del mondo e quindi sulla possibilità di non avere una seconda opportunità per affrontare determinate situazioni, ma la necessità dell’uomo di trovare un significato profondo, uno scopo che ancori, anche se per poco, la propria breve esistenza.

Questo libro, che nelle prime pagine pone un quesito esistenziale, si alleggerisce in alcuni tratti, descrivendo scene di ritrovata libertà del protagonista dopo un primo matrimonio fallito, o di Franz quando decide di lasciare la moglie e mettersi con una sua studentessa. Ridiventa immediatamente più cupo quando si affrontano le scappatelle di Tomáš che suscitano in Tereza, sua compagna, malessere e profonda insicurezza, nonché incubi claustrofobici che racconta con grande tenerezza al suo compagno e forse, proprio a causa di questi ultimi, la loro unione ne risulta cementata. Gli altri due personaggi chiave sono Sabina, storica amante di Tomáš e Franz, per un periodo compagno di Sabina.

Vi sconsiglio questo libro se avete intenzione di leggere Anna Karenina e non sapete come finisce, poiché l’autore lo svela.

Trovo sia un romanzo innanzitutto veramente ben scritto, decisamente acuto in certe sue riflessioni e passaggi, con tematiche di base tutt’altro che scontate, interessante anche per il suo scorrere narrativo che va avanti e indietro nel tempo con grande fluidità, ma a volte ripete cose già scritte, per rimarcare un concetto ad esempio. Questa è una cosa che non mi ha mai entusiasmata. Inoltre il suo scrivere mi trasmette più una voglia di dimostrare quanto effettivamente sia bravo nel farlo, e questo mi fa perdere un po’ l’andamento narrativo, altrimenti ineccepibile.

In questo libro strutturato, importante, ambientato durante la Primavera di Praga, pubblicato in Francia nel 1984, emergono diversi sentimenti quali: l’amore, la gelosia, la passione anche politica, tradimenti, speranze, delusioni, rassegnazione, che evolveranno e matureranno nel tempo.

Il Cervaro della Sala

 Cervaro della SalaIl Cervaro della Sala è uno dei vini bianchi più conosciuti in Italia e all’estero. Vincitore di diversi premi, è stato prodotto per la prima volta nel 1985 dalla storica azienda Marchesi Antinori in Umbria. Il suo uvaggio era composto inizialmente da 80% Chardonnay e 20% di Grechetto. La percentuale di uva legata al territorio, quindi del Grechetto, è andata diminuendo nel corso degli anni e ora si attesta intorno al 10%.

Un indiscusso merito di questo vino è la costanza qualitativa che ha dimostrato avere negli anni, una struttura solida e riconoscibile data sia dallo Chardonnay, che non riserva grandi sorprese se sapientemente lavorato, sia dall’uso del legno, che non viene lesinato.

Profumi agrumati e di cipria, persistenza gustativa, rotondità e mineralità sono subito riscontrabili all’assaggio, il quale negli anni, diventa decisamente più intrigante e complesso poiché il legno si avverte meno, e lascia più spazio a un bouquet fitto.

Proprio per la sua struttura e solidità, per l’evoluzione nel tempo, come nel tempo evolvono anche i personaggi del romanzo dello scrittore ceco, e per una pomposità che forse io avverto in entrambi come superflua, li immagino bene insieme. Entrambi mi caricano di aspettative che non vengono disattese, ma neanche mi emozionano. Non è compito di tutti i vini farlo, anche perché parliamo di soggettività e capacità di percepire sensazioni che il vino e il romanzo possono trasmetterci.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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