Notifiche Facebook Messenger


 
 
Un articolo a caso


Terra Madre di Carlo Petrini con Rosso del Contadino 2013 di Cornelissen

 
Terra Madre con Rosso del Contadino 2013 di Cornelissen
Terra Madre con Rosso del Contadino 2013 di Cornelissen
Terra Madre con Rosso del Contadino 2013 di Cornelissen

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Terra Madre. Come non farci mangiare dal libro
 
Autore: Carlo Petrini
 
Nome vino: Rosso del Contadino di Frank Cornelissen
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
1.5/5


Voto degli utenti
1 Totale dei voti

 

Aspetti positivi


Molto bello il progetto Terra Madre e soprattutto indispensabile per la situazione a cui siamo giunti, raccontato in modo semplice nel DVD, che risulta gradevole. Parlando del Contadino l'etichetta è essenziale e stilisticamente bella. Richiama un po' i Kanji. Mi piace anche il colore del vino.

Aspetti negativi


Il racconto su carta di Terra Madre è ripetitivo e poco stimolante. Il vino ha una difficile beva e costa troppo.


In sintesi

L’abbinamento vino e libro di oggi è tra il testo Terra Madre di Carlo Petrini con il Rosso del Contadino 2013 di Frank Cornelissen.

0
pubblicatovenerdì, 5 febbraio 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 

Carlo Petrini, Terra MadreTerra Madre prima di essere il titolo di un libro è, soprattutto, un progetto di Slow Food, il cui ideatore è il piemontese Carlo Petrini, al quale si affianca Carlo Bogliotti per la stesura del testo in questione. Brevemente, per coloro che non la conoscessero, Slow Food è un’associazione senza scopo di lucro che difende il mangiare sano e contadino, che contrasta la moda del fast e junk food e che promuove il rispetto del cibo sia per il pianeta Terra, sia per l’individuo che la lavora e per coloro ai quali è destinato. Da quest’associazione si è diramato un progetto più specifico volto a salvaguardare tutte quelle piccole e piccolissime realtà sparse su tutto il Globo, che hanno a che fare con un’agricoltura, con la pesca e con l’allevamento di nicchia per quel che riguarda i numeri, ma soprattutto che rispetta l’ambiente e salvaguarda specie di colture ormai praticamente spazzate via dalla grande catena industriale alimentare.

Nelle 117 pagine del libro Terra Madre ci vengono raccontate realtà diverse, ci si sofferma su come le nostre scelte possano fare la differenza, su quanto sprechiamo, e sulla iniqua redistribuzione del cibo e delle risorse per produrlo a discapito dei paesi del Terzo Mondo. Sacrosante verità, che purtroppo dimentichiamo fin troppo spesso quando ci troviamo al supermercato, luogo nel quale non dovremmo recarci affatto. Allegato a questo libro vi è un DVD di Stefano Scarfia e Paolo Casalis: un film girato in occasione di Terra Madre 2008, gigantesca convention che ha visto l’incontro di 1600 comunità del cibo giunte da 150 paesi; è un commovente racconto di contadini che lascia sperare in un’umanità più umana, in un mondo equilibrato, insomma nella speranza che non tutto, ben che meno il know-how di certe tradizioni, è perduto.

Benché il progetto, l’associazione e la biodiversità siano argomenti che mi stanno a cuore, la trasposizione su carta di questi non è ben riuscita. Il libro Terra Madre non ha veri e propri capitoli: ha un’introduzione e poi seguono concetti che sono l’anima del progetto Terra Madre; per ogni concetto seguono circa due pagine in cui viene sviscerato meglio l’argomento. Personalmente li ho trovati ridondanti e fastidiosi ai fini della lettura stessa, poiché a volte si introduce un argomento nuovo, ma poi si ritorna subito a uno precedente, interrompendo l’approfondimento di questo o quell’argomento.

Devo ammettere di aver trovato il libro addirittura irritante, senza, con questo, nulla togliere alla validità del progetto Terra Madre: i miei appunti sono sul modo di scrivere che mi rende difficile la lettura. L’andare un po’ avanti e tornare indietro e ritornare ancora sugli stessi punti non me l’ha reso scorrevole.

L’abbinamento tra Terra Madre e il Rosso del Contadino 2013 di Cornelissen

Terra Madre con Rosso del Contadino 2013 di CornelissenIl vino che ho scelto si chiama Rosso del Contadino ed è prodotto a Solicchiata, in provincia di Catania, da Frank Cornelissen. La scelta è caduta su questa bottiglia principalmente perché penso che la filosofia del suo produttore possa essere per molti versi condivisibile, anche se devo notare che il vino base in sé non è quello che definirei una buona bottiglia.

Andando a sviscerare meglio, Cornelissen dice che l’uomo dovrebbe arrendersi all’evidenza di non saper/dover manomettere la natura, quindi biologico e biodinamico rappresentano comunque forzature di produzione. L’essere umano dovrebbe semplicemente contemplarla e lavorarla il meno possibile accettando ciò che essa regala, senza pretendere di più. Concetto trattato anche da Terra Madre: la sovrapproduzione inutile che poi viene puntualmente sprecata dalla parte del mondo ricca. Si può essere più o meno d’accordo con questa filosofia, ma ha una sua validità. Oltre alla viticoltura sull’Etna, Frank Cornelissen produce anche grano, olio, frutta e verdura.

Il vino base proviene da un taglio di uve sia bianche che rosse, tra cui il Nerello Mascalese. Vorrei sottolineare che non mi crea problemi l’unione di uve bianche e rosse, ma se il risultato è un vino con un’acetica sparatissima, un tannino allappante, ma a un prezzo a scaffale sui 23 euro, direi che non incontra il mio favore né l’ideale di vino buono e sano alla portata di tutti. A onor del vero, il colore è intrigante (rosso fragola torbido).

Quello che mi ha sorpresa di quest’annata, 2013, è esattamente la difficoltà a berlo: in genere su vini naturali, rustici, una certa acetica aiuta la “beva”, anche se supera i canoni del vino convenzionale ed è più prossimo all’aceto che non al vino, può essere comunque interessante se bilanciata, ma non è questo il caso.

Dovendomi quindi riferire a un libro e a una valutazione del vino, questa volta non si raggiunge la sufficienza anche in virtù del fatto che entrambi non spuntano prezzi proletari.

Quindi se la filosofia di Terra Madre e del produttore siciliano mi vedono concorde in tutto, o in gran parte, il vino base e il libro mi hanno delusa.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








Potrebbe interessarti anche…

0 Comments



Non ci sono ancora commenti! Rompi tu il ghiaccio!


Di' la tua!


(richiesto)