Un articolo a caso


Il libro «Tiramisù» abbinato al Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo

 
Il libro «Tiramisù» abbinato al Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo
Il libro «Tiramisù» abbinato al Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo
Il libro «Tiramisù» abbinato al Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato
 
Autore: Clara e Gigi Padovani
 
Nome vino: Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Il libro si apre con un'introduzione, un racconto sulla storia alla ricerca delle origini, una digressione sul termine tiramisù e varie ricette e rivisitazioni sul tema. Ben curato e appassionante, non avrei mai pensato di trovarlo così interessante. Lo Sherry è semplicemente eccezionale, non facilissimo da trovare e anche poi così costoso, circa 500 euro a bottiglia. Viaggio sensoriale imprescindibile, beh se si è amanti della tipologia ovviamente.

Aspetti negativi


L'unico aspetto negativo del libro è che se ci si imbatte in esso durante la dieta o prima della prova costume, diventa un dolce supplizio cercar di resistere alla tentazione di comprarne uno, o meglio ancora di realizzarlo, cimentandosi magari con qualche ricetta proposta nel suddetto. Per il vino non mi sento di criticarne il prezzo: avendone appurato la bontà è più che giustificato.


In sintesi

Andiamo sul dolce: il testo «Tiramisù» di Clara e Gigi Padovani si sposa benissimo con il Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo.

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pubblicatosabato, 2 luglio 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Clara e Gigi Padovani, Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato

Clara e Gigi Padovani, Tiramisù. Storia, curiosità, interpretazioni del dolce italiano più amato

Qual è il dolce italiano più famoso e replicato nel mondo? Semplice: il tiramisù. Questo simbolo nazionale in realtà è molto giovane, ha poco più di cinquant’anni, eppure la sua nascita è avvolta nel mistero. Infatti se ne litigano la paternità diversi comuni italiani. Clara e Gigi Padovani sono andati alla ricerca delle origini nel nord-est Italia e poi nel resto del mondo, per farci assaporare le interpretazioni che ne vengono fatte.

Il viaggio a ritroso per scoprire l’inventore del tiramisù li conduce al nome del friulano Mario Cosolo, che nel 1938 sullo yacht reale inventò un dolce al cucchiaio in onore del re ed imperatore Vittorio Emanuele III di Savoia: una mousse al cioccolato con pan di Spagna bagnato nel Marsala e soffice zabaione con panna montata. Finito il servizio militare, Mario Cosolo aprì il suo ristorante dove ripropose la coppa Vetturino, questo il primo nome che gli diede. La storia narra che un cliente, Bruno Cimadori, assaggiando il dolce e guardando la cameriera esclamò: «Questo è un tirime su». Da quel momento il dolce prese il nome di coppa Vetturino Tirime su.

All’albergo Roma di Tolmezzo sul menù comprare il dessert trancio al mascarpone: era il 1952 e la signora Pielli preparava quello che è l’attuale codificazione del tiramisù classico. Le ricette e le rivendicazioni si susseguono, rivendicazioni anche oltreoceano a opera di un emigrato italiano negli Stati Uniti: Carminantonio Iannacone.

In pochi anni questo dolce sbaraglia la concorrenza, diventa tanto famoso da essere citato in film e canzoni; insieme a spaghetti, pizza, ciao e cappuccino è la parola italiana più usata nel mondo. Questo dolce è fra i più cliccati del web e basta questa parola nelle insegne di ristoranti italiani per decretarne il successo, almeno quello iniziale.

In Giappone c’è stata una vera tiramisùmania. Il 24 maggio 2015 una cittadina friulana si aggiudica il guinness dei primati per il più grande Tiramisù preparato.

Ma perché questo successo? Cos’è che lo rende planetario? I dolci al caffè normalmente non godono di tanta fortuna. Questo invece è un dolce che piace sia a grandi che a bambini, ai ricchi e ai poveri: insomma è un trait d’union senza precedenti. Prova a risponderci Iginio Massari, il quale sorridendo sulla paternità di questo dessert spiega semplicemente che è il dolce della famiglia italiana, che in qualche modo c’è sempre stato e, che era usuale che la mamma sbattesse un tuorlo con lo zucchero e che vi unisse dei biscotti imbevuti nel caffè o nel Marsala (a seconda che ci si trovasse al Sud o al Nord) e che lo desse ai propri cari per tirarli su, se un po’ sbattuti. Inoltre è facile da realizzare, abbastanza economico, si può preparare in anticipo e non richiede neanche la cottura. Insomma è difficile che venga male, ha pochi ingredienti ma buoni, e si presta ad un’infinità di interpretazioni e variazioni sul tema, quasi sempre con grande successo.

L’abbinamento tra il libro «Tiramisù» e il vino

Il libro «Tiramisù» abbinato al Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo

Il vino Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo

L’abbinamento che ho scelto per il libro Tiramisù di Clara e Gigi Padovani è con il Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo.

Abbiamo raccontato in parte la storia del tiramisù; quella dello Sherry o Jerez è altrettanto variegata e sicuramente più antica. Lo sherry è un vino liquoroso la cui produzione avviene in Andalusia, Spagna. I vitigni impiegati sono il Palomino, il Pedro Ximénez e il Muscatel. Il nome sembra derivi dalla città fenicia di Xerò, poi tradotta in diverse lingue tra cui l’inglese Sherry. In base allo spessore della formazione di flor (lieviti esausti che formano un cappello a protezione del vino fermentato), il capo cantiniere decide la tipologia di sherry e si procede all’invecchiamento.

Questo sherry è denso, oleoso, morbido, dolce, intenso e ricco, con note di datteri e fichi secchi, noci, cioccolato e caffè. Persistenza straordinaria e avvolgente e una dolcezza che carezza il palato senza essere stucchevole.

Ho scelto il Santa Ana Pedro Ximénez 1861 di Emilio Hidalgo poiché assaggiai questo millesimo durante una degustazione e ne rimasi stregata. 1861 è per noi italiani l’anno zero della nostra Repubblica, così il vino è un perfetto abbinamento al dessert nazionale e l’annata ci riporta alla nostra Storia. Storia sulla quale si dovrebbe riflettere, visto chi vorrebbe la scissione: chi esce dall’Europa, chi del campanilismo ne fa una ragione di vita. Eppure il tiramisù ci ha insegnato in qualche modo che la storia appartiene a tutti, che è possibile che la stessa idea venga a persone diverse in angoli opposti del Pianeta Terra e che, tutto sommato, le differenze ci arricchiscono e non sono poi così grandi. Basta un dolce a mettere d’accordo culture differenti.

Foto (bottiglia del vino) | Vila Viniteca




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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