Un articolo a caso


Vino al vino di Mario Soldati con Gris Gris di Domaine Lucci

 
Vino al vino di Mario Soldati con Gris Gris di Domaine Lucci
Vino al vino di Mario Soldati con Gris Gris di Domaine Lucci
Vino al vino di Mario Soldati con Gris Gris di Domaine Lucci

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Vino al vino
 
Autore: Mario Soldati
 
Nome vino: Gris Gris – Domaine Lucci
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
4.5/5


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Aspetti positivi


Il libro è una memoria storica per chi in quegli anni ancora non c'era e vorrebbe saperne di più. Il vino è pericolosamente beverino, un connubio di freschezza, succosità e intrigante amaricante che non fa avvertire i suoi 12,5%.

Aspetti negativi


Il libro tal volta si dilunga su trascrizioni di conversazioni che appesantiscono il copioso volume. Il prezzo del vino può rappresentare l'unica nota dolente: siamo infatti sui 25 euro, pur vero che se ne producono 400 casse.


In sintesi

Il nostro abbinamento è tra il Gris Gris di Domaine Lucci, un vino australiano, con il libro Vino al vino di Mario Soldati.

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pubblicatosabato, 30 aprile 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
Mario Soldati, Vino al vino

Mario Soldati, Vino al vino

Mario Soldati è una pietra miliare del Novecento italiano: si è dedicato alla scrittura, al giornalismo, alla regia e alla sceneggiatura. Non ultimo ai sapori italiani, condividendo il punto di vista del suo amico Veronelli in fatto di vino, nostalgicamente attaccato a sapori autentici, non sempre perfetti ma soddisfacenti e rappresentativi di uno stile e di una tradizione sempre più a rischio di estinzione. (Tra l’altro, le Manifatture Sigaro Toscano hanno dedicato un sigaro a Soldati, poiché oltre al cibo e al bere, il sigaro toscano era un altro grande piacere che egli non mancava di concedersi).

Vino al vino di Mario Soldati

A questo profondo amore per la ricerca del gusto autentico sono dedicati i tre viaggi esplorativi in Italia che Soldati intraprese a volte con la famiglia. Lunghe, estenuanti sessioni degustative, visite in aziende, pranzi luculliani o spuntini veloci tutto perfettamente descritto nel suo volume Vino al vino. A chi pensa sia facile e divertente un viaggio del genere, è evidente che non lo ha mai affrontato seriamente.

Il resoconto dettagliato dei viaggi, effettuati dal 1968 al 1975, è frutto di un modo di lavorare minuzioso e pragmatico. Viaggiando si impara molto, ma non è semplice tenere un ritmo serrato nel degustare, le papille si offuscano, i sensi si stancano e a volte ci si sente davvero vinti. Le giornate di Mario Soldati iniziavano presto e a volte terminavano molto tardi. E la mattina dopo pronti ed entusiasti a ricominciare.

Per tutti coloro che si affacciano al mondo del vino, professionalmente e non, consiglio la lettura di Vino al vino, testimonianza autorevole e autodidatta di un genuino approccio col vino. Infatti è notevole che egli non si definisse un professionista, ma un appassionato del settore. Utili le informazioni inerenti le annate, gli approcci enologici, la concezione del cambiamento dei gusti e delle lavorazioni. A onor del vero, talvolta è un po’ troppo lento e puntiglioso su dettagli superflui, ma vale la lettura.

In questo libro si parla di Italia, regioni e province, a volte anche di comuni e zolle specifiche. Nel cercar di rispondere alla domanda su quale vino potrebbe essere più rappresentativo di questi suoi viaggi, si farebbe sicuramente torto a qualcuno. Per togliermi dall’imbarazzo di una così soggettiva interpretazione dei suoi gusti ho scelto un vino che molto probabilmente gli sarebbe piaciuto ma che non ha assaggiato: mi riferisco al Pinot Gris di Domaine Lucci-Lucy Margaux 2015.

Gris Gris di Domaine Lucci

Vino al vino di Mario Soldati con Gris Gris di Domaine Lucci

L’etichetta del Gris Gris di Domaine Lucci

Siamo in Australia, South Australia, ad Adelaide Hills. Qui un produttore naturale, ex sommelier, decide di iscriversi a enologia e dopo essersi laureato inizia a viaggiare per il mondo. Compra degli ettari e con sua moglie inizia la sua storia di produttore. La sua filosofia non prevede lieviti selezionati, enzimi, additivi o quant’altro; giusto leggere solfitazioni. Preferisce che gli si dia del sognatore, del selvaggio, del filosofo, del naturalista, ma mai winemaker. Anton Von Klopper sostiene che è l’uva a fare il vino e preferisce essere un artigiano che non un chimico.

Sono stata personalmente in questa azienda, e devo dire che anche l’ospitalità è stata semplice e spontanea. Ha invitato me e i miei amici a pranzare con lui e il suo collaboratore, spartendo ciò che stava cucinando. Molto lontano dalla filosofia business che contraddistingue gran parte delle cantine del Nuovo Mondo.

Per i miei amici australiani, legati al vino vecchio stile Barossa Valley, è stata una doccia fredda. Io sono rimasta affascinata dagli alberi di eucalipto tutto intorno e all’approccio minimalista di questo produttore. Lasciandomi alle spalle tutti i campanilismi e rivalità che corollano il movimento del vino naturale in Italia, mi sono immersa in questa realtà che si è rivelata un’esperienza unica che porterò sempre con me, e che mi ha richiamato alla mente il percorso intrapreso da Soldati.

Gris Gris è un Pinot Gris in purezza (in Oceania spesso si fa distinzione tra Pinot Gris stile francese e Pinot Grigio stile italiano ) del 2015. Le viti hanno nove anni di età e il contatto con le bucce è di dieci settimane, vinificazione e otto mesi in anfora. Il colore è quanto mai di più bello e strano abbia visto per un vino. Un rosa pesca torbido con riflessi color salmone; al naso l’impatto delle fragoline di bosco è immediato. All’esame gustativo la corrispondenza col naso è diretta. Leggero, fresco, richiamo gustativo di pompelmo rosa con tanto di amarognolo piacevolissimo. L’etichetta è il capolavoro a mano libera di sua figlia piccola, che per l’azienda si diverte a disegnare le etichette di tutti i vini.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.



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