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Un articolo a caso


Le «Visioni» di William Blake con il Mezcal Pechuga di Los Danzantes

 
Le «Visioni» di William Blake con il Mezcal Pechuga di Los Danzantes
Le «Visioni» di William Blake con il Mezcal Pechuga di Los Danzantes
Le «Visioni» di William Blake con il Mezcal Pechuga di Los Danzantes

 
Il libro e il vino
 

Titolo libro: Visioni
 
Autore: William Blake (traduzione di Giuseppe Ungaretti)
 
Nome vino: Mezcal Pechuga di Los Danzantes
 
Genere:
 
Voto libro
 
 
 
 
 


 
Voto vino
 
 
 
 
 


 
Punteggio totale
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Il libro è in inglese con la traduzione in italiano a fronte, vi sono anche disegni e spiegazioni, e un’ampia prefazione, fondamentale per addentrarsi tra queste pagine misteriose. La distilleria è tra le più recenti eppure si è guadagnata la posizione di riferimento nella produzione di Mezcal.

Aspetti negativi


Purtroppo questo libro sconta la mia impreparazione sull’argomento: generalmente leggo qualcosa che non conosco per saperne di più, e in questo caso la lettura del libro è stata vana. Il Pechuga è un Mezcal al quale viene aggiunta la frutta: qui si aggiunge un po' di tutto e non è facile reperirlo.


In sintesi

Abbiniamo il particolarissimo Mezcal Pechuga di Los Danzantes con un libro anch’esso particolare: le «Visioni» di William Blake.

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pubblicatosabato, 9 luglio 2016 da

 
Il nostro abbinamento
 
 
William Blake, Visioni

William Blake, Visioni

«L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’esistenza umana stessa». Queste parole sono dell’uomo che, per colpa dell’immaginazione – o forse grazie a essa – venne considerato quasi pazzo e durante la sua vita non gli venne riconosciuto il successo che meritava. William Blake nacque a Londra nel 1757 e vi morì nel 1827; fu incisore, poeta e pittore. Non fu mai ricco né troppo apprezzato; aveva però qualche fan, che pagandogli il giusto tributo per la sua opera, gli permetteva una vita tranquilla in modo che potesse lavorare ai propri progetti. La sua arte era tutto ciò di cui aveva bisogno, e la viveva così seriamente da portarlo a decidere di studiare l’italiano per potersi tradurre da sé la Divina Commedia di Dante, e poterne poi incidere i disegni.

Per sua moglie la vita coniugale non fu particolarmente semplice, sia per il tempo che egli dedicava al lavoro, sia per il suo strano modo di essere, sempre a rincorrere le sue “visioni”.

Conosciuto probabilmente più per la sua poesia, non dobbiamo dimenticare che il disegno era per William Blake altrettanto importante, anche se il suo moderno e personalissimo stile pittorico era però troppo in anticipo per il suo tempo. La rivalutazione è arrivata, come troppo spesso accade, postuma. A dargliene atto tra gli altri anche Jim Morrison, che scelse il nome del suo gruppo da una frase di un saggio di Huxley: The Doors of perception ispirato all’opera di Blake. Effettivamente è per via del cantante statunitense che ho deciso di leggere Visioni di William Blake, ma temo che la sola prefazione del libro non mi abbia aiutata a comprendere fino in fondo le parole dell’artista inglese.

Studiando Dante sui banchi di scuola mi sono sempre chiesta se un’immaginazione del genere fosse frutto del proprio ingegno o se le droghe vi entrassero prepotentemente, domanda che mi pongo anche dinanzi alle opere, disegni o poesie che siano, di Blake. Per Morrison, la storia ci ha dato un responso inequivocabile…

La versione delle Visioni di William Blake che possiedo è stata tradotto da Ungaretti, il quale lavorò molti anni alla traduzione delle sue opere, affermando che tradurlo era difficile anche quando era semplice. E come dargli torto? Questo libro è in inglese con la traduzione in italiano, eppure mi sono trovata a leggere più volte la traduzione in italiano senza però afferrarne il significato. Temo che Blake sia fra quegli autori che parlano un’altra lingua comprensibile solo a chi, naturalmente o chimicamente, può recepirla.

Le «Visioni» di William Blake con il Mezcal Pechuga di Los Danzantes

Il Mezcal Pechuga di Los Danzantes ideale accompagnamento alle «Visioni» di William Blake

L’abbinamento delle «Visioni» di William Blake con il Mezcal Pechuga

A questo libro visionario, abbino il Mezcal Pechuga di Los Danzantes, distilleria nata nel 1997. Il Mezcal o Mescal, è un distillato di agave precedente alla Tequila. Gli Aztechi consumavano un fermentato di agave, il Pulque. Con la colonizzazione degli spagnoli, i messicani appresero l’arte della distillazione, grazie alla quale ottennero il Mezcal al quale si può aggiungere il gusano, un bruco dell’agave.

La cottura delle piñas avviene in forni conici rivestiti di pietra locale alimentati da legna. Una volta molite da una ruota trainata da cavallo, le agavi cotte vengono lasciate fermentare per circa nove giorni in tini di pino. Per la doppia distillazione si utilizza un alambicco di rame. Tutta la distilleria è organizzata verticalmente al fine di sfruttare la gravità. Durante la terza distillazione si aggiunge frutta, spezie e, se ho ben capito, una gallina. Alla fine viene aggiunta una certa quantità di cocciniglia per ottenere il color melagrana, passaggio che non altera gli aromi.

Ho abbinato questo distillato al libro di William Blake perché è insolito, tradizionale ma allo stesso tempo stravagante e, poiché non l’ho assaggiato, mi rimane un grande punto interrogativo come quello suscitatomi dal libro.




Anais Vin

 
Sono nata a Roma nell'anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.








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  1.  
    Geeo

    Hai il dono di ispirare sia a leggere ..che a bere! 🙂 grande





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