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Posted 30 Novembre 2007 by Valeria in Recensioni
 
 

McNab


Alessandro Girola “McNab” vive in provincia di Milano e si occupa di marketing e gestione dati.
Il suo blog “I fall upon the earth” nasce appena un anno fa. “Inizialmente il suo scopo era prettamente ‘propagandistico’, vale a dire che utilizzavo il blog per far conoscere un po’ di più la mia scrittura in rete. Ora invece mi occupo anche di altro: mi diverte recensire romanzi e fumetti, segnalare iniziative editoriali, etc. Effettivamente non è male anche interagire con altri potenziali ‘colleghi’”.
McNab inizia a scrivere circa sei anni fa, “ma solo da due ho preso la faccenda un po’ più seriamente. Cioè prima scrivevo per me stesso e per pochi amici, mentre ora ho velleità di pubblicazione. Non ho un genere specifico, ma sicuramente ne ho tre o quattro tra i quali mi barcameno con piacere: thriller, horror, fantascienza e tutto ciò che può risultare dai vari mix tra questi generi”.
Nel blog c’è anche la possibilità di scaricare gratuitamente l’e-book di Alessandro, intitolato “Paralleli”.
“Sono tre racconti lunghi di fantascienza ucronica. In altre parole, fanno parte di quel genere chiamato anche ‘storia alternativa’. Io ho sviluppato i miei racconti su tre ipotesi: Il fascismo sopravvissuto fino agli anni ’60 (Parallelo Nero), l’Unione Sovietica dominante su tutta l’Europa, Italia compresa (Parallelo Rosso) e infine l’eventualità di un lungo papato di Albino Lucani, in realtà morto dopo soli 30 giorni di pontificato (Parallelo Bianco)”.
Come mai, visti i tuoi numerosi scritti, hai deciso di mettere in digitale un solo lavoro?
“Forse in futuro pubblicherò altri miei racconti in formato e-book, riguardo ai romanzi che sto scrivendo ti posso invece dire che punto primariamente a una pubblicazione tramite l’editoria ‘tradizionale’. Se poi dovesse andar male, magari li metterò a disposizione gratuitamente sul mio sito…”.
Vedo che, oltre a scrivere, hai una sorta di corso di scrittura. Da cosa nasce quest’idea?
“Il ‘corso di scrittura’ è un’iniziativa semiseria: qualche consiglio ai novellini che credono che scrivere sia cosa facile e alla portata di tutti. Purtroppo io ho già avuto modo di verificare quanto sia duro farsi notare in quest’ambito, perciò i consigli di scrittura servono anche a dissuadere coloro che sono poco convinti o che affrontano la cosa con assoluto dilettantismo. Scrematura della potenziale concorrenza (scherzo, ovviamente…)”.
E riguardo alle recensioni? C’è tanta gente che ti scrive? E a che livello hai trovato gli scritti che ti arrivano?
“Le recensioni mi piacciono, anche perché mi danno modo di capire quali stili prediligo e quali invece sento totalmente lontani da me. Finora mi hanno contattato in diversi aspiranti scrittori. Il livello è discreto: sicuramente qualcuno meriterebbe già spazio in libreria. Altri invece hanno buone idee, ma mancano dell’abc riguardo grammatica e ortografia. In questo caso il mio consiglio è proprio d’imparare le basi del mestiere, sviluppando al contempo ciò che di positivo (e innovativo) c’è nelle idee”.
Posto di seguito uno stralcio di un racconto di Alessandro, intitolato “Specie dominante”:

“La leggerezza dello zaino che porto in spalla è sconfortante. Arranco, stanco morto, sulla sabbia della spiaggia deserta. I cartelloni che segnalano i numeri dei bagni sembrano quasi deridermi, echi di un mondo che oramai appartiene al passato.
Stringo il Famas G2 di fabbricazione francese nella destra, il binocolo nella sinistra, per scrutare il mare.
Sudo parecchio, sotto l’attrezzatura militare che indosso, roba recuperata qua e là, da armerie, ferramenta, dai cadaveri dei poveracci che ho razziato negli ultimi sei mesi, da quando è iniziato questo disastro. È fine giugno e fa un caldo pazzesco. Ricordo che, lo scorso anno come adesso, famiglie intere si erano già riversate sulle spiagge, a godere di quei pochi, santi giorni di relax dopo un anno passato ad ammattire in città, negli uffici, nelle fabbriche.
Nessuno di loro poteva immaginare che quella sarebbe stata la loro ultima estate, che non ci sarebbero più state vacanze, gite, partite di pallone, ma solo sopravvivenza. Spesso nemmeno quella. […]
Da quand’è che sono in movimento? Otto giorni. Da quando l’avamposto sulle colline bolognesi è caduto. Impossibile fermare le immagini che mi riaffiorano in testa, come impietosi lampi di follia. Il generale Guberti, i suoi ventidue uomini, distaccati dal 66° reggimento fanteria aeromobile, lo staff medico della Clinica Molinari: tutti massacrati. Anche Marianna. Il ricordo di lei: scintillanti capelli biondi, un sorriso dolcissimo, la sua compostezza come biologa. Ma anche: l’idrofobo gonfio, dalla faccia di mucillagine che le affonda un coltello in pancia, mentre io fuggo, quando la massa di infetti dilaga nel laboratorio principale della clinica, muovendosi col favore di un black out dei generatori.
L’ho abbandonata.
Trovo meravigliosamente ridicolo che, in un mondo marcescente, sia ancora io, doppiamente disertore, a essere sopravvissuto all’ennesima strage. […]
Bevo una sorsata d’acqua tiepida e brodosa, me n’è rimasta poca, oramai. Accendo il ricetrasmettitore Icom M90E, scandagliando le frequenza con cura. Secondo l’ultimo contatto avuto dal generale Guberti, nove giorni fa, la Cavour dovrebbe trovarsi attualmente al largo della costa tra Rimini e Ancona. Ieri sera ho avuto finalmente la fortuna di contattare la nave: fortunatamente è ancora in zona, altrimenti il mio viaggio fin qui sarebbe stato vano. L’appuntamento è per questa sera, appena dopo il tramonto. Mancano solo tre ore. Sarei potuto starmene nascosto in qualche edificio e poi venire qui, ma ho preferito vedere il mare. […]”.

Il blog di Alessandro contiene anche degli e-book, tra cui “Twentyfour 2 Six”, un thriller che ipotizza un attentato su larga scala nell’Italia settentrionale dopo un misterioso blackout. L’e-book può essere scaricato gratuitamente qui.




Valeria