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Posted 15 Dicembre 2007 by Graphe.it in Editoriale
 
 

Del perché non abbiamo partecipato alla fiera «Più libri più liberi»


Libro

Numerosi lettori e amici della Graphe.it ci hanno chiesto il motivo per cui non abbiamo partecipato alla fiera della piccola editoria Più libri più liberi tenutasi a Roma dal 6 al 9 dicembre scorsi.
Le motivazioni sono state diverse.
Prima di tutto, solo ora stiamo iniziando a darci una fisionomia ben definita dopo gli esperimenti dei primi tempi: andare quindi ad una fiera senza essere caratterizzati è controproducente.
Oltre a ciò ci sono altri motivi, che riteniamo più fondati. Crediamo fermamente che il libro – e la cultura – non siano merci: la cultura non si vende. Tutti lo sappiamo: librerie ed edicole sovrabbondano di libri di grandi editori – c’è bisogno di fare nomi? – mentre noi “minori” siamo praticamente invisibili. Siamo consci che necessitiamo di più visibilità – e per questo ci stiamo organizzando – ma non riteniamo salutare essere sfruttati per averne un pochino. Come giudichereste, infatti, uno spazio di tre metri quadri che dovremmo acquistare a circa 1500 euro? Noi lo consideriamo una stia per polli, non un luogo in cui intessere rapporti con i nostri lettori. Se si guardasse veramente alla cultura e al libro, forse non dovrebbe esserci un biglietto di ingresso (considerato che la fiera romana è ben sovvenzionata da comune, provincia, regione, sponsor vari…): 7 euro per entrare, significa un libro in meno venduto – e quest’anno son stati circa cinquantamila visitatori: fate voi i conti. Sì, certo: c’è la possibilità di entrare gratis tramite dei coupon o registrandosi al sito: ma, se si punta sulla cultura, perché non estendere questa possibilità a tutt*?
Stiamo prendendo contatti con altre mostre e piccole fiere sparse per l’Italia: è molto probabile che ad alcune parteciperemo nel corso del prossimo anno. Alla fine, i grandi numeri rincretiniscono. E il rapporto vero editore-autore, autore-libro, libro-lettore diviene semplice merce da vendere. Ma noi siamo editori per passione.




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)