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Posted 30 Marzo 2008 by Mariella in Mondolibri
 
 

L’autobiografia


SpecchioL’autobiografia si usa moltissimo come tecnica di scrittura. Innanzitutto si scrive in prima persona sempre ed è quindi più facile. Poi si scrive di argomenti che si conoscono e quindi non si hanno scuse sull’immaginare le situazioni: qui conosciamo ogni cosa e dobbiamo solo decidere in che modo descriverla.

Per “autobiografia” non si intende un resoconto dettagliato e particolareggiato della propria esistenza, ma un testo che:

  • presenti alcuni tra i momenti-chiave dell’esistenza, in particolare quelli a carattere più “sociale” e di “passaggio”;
  • disegni una traccia della propria esistenza, presentandola non come una sequenza di avvenimenti ma come lo svolgersi di una storia inconclusa.

L’autobiografia, quindi, non è un semplice contenitore di memorie, ma uno strumento per conoscere più approfonditamente la propria esistenza. Usiamo, pertanto, questa tecnica per approfondire e indagare nella nostra memoria.

Un’autobiografia può essere composta anche utilizzando immagini appartenute ad un nostro passato più o meno lontano. Allora può essere utile ripescare dai nostri album o dalle scatole in cui sono raccolte, le fotografie che rappresentano le tappe fondamentali della nostra esistenza. Tanto per cominciare, si può semplicemente descriverle e, successivamente, prendere appunti di tutti i ricordi e le emozioni che riaffiorano in noi guardandole.

Consiglio dei modi – divertenti e non banali – che suggerisco per stilare la propria autobiografia. Provate a scrivere più volte la vostra autobiografia – in non più di dieci/venti righe – scegliendo sempre un punto di vista diverso. Ecco qualche esempio:

  1. l’autobiografia secondo le case nelle quali avete abitato,
  2. l’autobiografia secondo il vostro lavoro o i vostri lavori,
  3. l’autobiografia secondo le grandi occasioni (vinte o perdute) della vostra vita,
  4. l’autobiografia dei libri o delle canzoni o dei film che vi hanno appassionato/a, ecc. ecc.

Scoprirete e ricorderete momenti che pensavate di aver dimenticato. Provateci. Buon lavoro!




Mariella