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Posted giovedì, 15 Maggio 2008 by Valeria in Recensioni
 
 

Dalle prime battute


Dalle prime battute

Chiara, autrice del blog Dalle prime battute e collaboratrice della Lega Blogger Letterari, lavora nel rutilante mondo della televisione, anche se non le piace la programmazione che la TV offre e quindi a casa, dice, preferisce fare altro. È iscritta anche alla Facoltà di Lettere presso La Sapienza di Roma: “Non avere fatto l’università quando avrei dovuto è sempre stato un mio cruccio e così ho deciso di rimediare. È una cosa che sento di dover fare, per me stessa, per cultura personale”.

La sera, dopo cena, trascorre il suo tempo libero con il computer sulle ginocchia. Per fare cosa? “La lista è veramente lunga. Dunque, vediamo. Prima di tutto mi collego per scambiare la posta, poi mi affaccio sul mio blog per vedere se ci sono commenti e per preparare post nuovi. A volte ne faccio anche più di uno, così ce li ho pronti per quei giorni in cui non ho tempo per farne di nuovi. Cerco sempre di creare un piccolo serbatoio a cui attingere. Esaurita l’attività Internet, poi, mi metto a scrivere. Al momento scrivo racconti, di qualunque genere. Partecipo a vari concorsi, ogni tanto anche con qualche piccola soddisfazione. Ma per riuscire nella scrittura la cosa più importante è leggere. È difficile riuscire a fare tutto ciò che vorrei in una giornata; dico sempre che mi servirebbero almeno cento ore. Purtroppo la realtà è ben diversa e quindi cerco di barcamenarmi. Insomma, riassumendo: scrivo, leggo, bloggo”.

Chiara preferisce gli autori stranieri come De Lillo, Paul Auster, Philip Roth, Stephen King, Ernest Hemingway. “Riguardo a Hemingway c’è una nota carina che riguarda il mio modo di scrivere e soprattutto come scrivo. Attualmente scrivo racconti, ma la cosa curiosa è che non mi piace leggere i racconti. Non riescono a interessarmi, a prendermi; tranne quelli di Ernest Hemingway. In questo forse sono un fenomeno da analizzare. Oltre agli autori contemporanei, comunque, non posso dimenticare anche libri del passato come Anna Karenina o I Buddenbrook. Tra gli italiani del passato di certo D’Annunzio e tra i contemporanei Andrea De Carlo”.

Quando e perché hai pensato di aprire il blog “Dalle prime battute”?
L’idea mi ronzava da molto tempo nella testa. Bazzico alcuni forum letterari e pian piano ho maturato la consapevolezza di avere anche io qualcosa da dire. Ero molto titubante. Temevo di non essere credibile agli occhi dei miei visitatori. Continuavo a saltare da un blog all’altro, lasciando commenti ovunque, ottenendo sempre molti consensi. Alla fine ho rotto gli indugi e ho aperto questo spazio bianco, sperando di riuscire a riempirlo con qualcosa di interessante.

L’idea di Dalle prime battute è quella di parlare di scrittura e lettura in genere. Dalle prime battute è uno spazio dove raccontare letture fatte, segnalare articoli, interviste e quant’altro Chiara possa trovare di stimolante e quindi possa interessare gli avventori del suo blog.

Che riscontri hai ottenuto da parte dei lettori?
Non ho un gran flusso di commenti, ma le visite ogni giorno sono parecchie. I primi giorni ho ricevuto complimenti e incoraggiamenti da parte di altri blogger. Alcuni mi hanno anche fatto da apripista, riportando la notizia dell’apertura di Dalle prime battute. I lettori sono molto sensibili a ciò che pubblico. Un paio di settimane fa ho riecheggiato degli articoli sulla punteggiatura apparsi su La Repubblica’ che hanno avuto una vasta eco e hanno suscitato moltissimo interesse.

Come gestisci le lezioni di scrittura che troviamo sul tuo blog?
In realtà ancora non ho inserito delle vere lezioni. Ho messo un paio di post sotto la voce Laboratorio di scrittura che nascono da una mia esperienza che sto facendo in questo periodo. Sto appunto frequentando un laboratorio presso La Sapienza di Roma: le lezioni che mi colpiscono maggiormente e che penso possano interessare i miei lettori le trasformo in post. In realtà non voglio insegnare nulla a nessuno. Metto solo a disposizioni alcune nozioni che apprendo e giudico valide.

Quando hai iniziato a scrivere?
Penso sia una passione che ho sempre avuto, ma che non osavo far emergere. Qualche anno fa ho fatto i primi tentativi, scrivendo una serie di racconti ambientati nel mondo della TV, che prendono spunto da fatti che mi sono realmente accaduti. Poi c’è stato un periodo di stasi: traslochi, orari di lavoro un po’ brutti. Avevo accantonato tutto, ma l’idea di scrivere era sempre viva in un angolo della mia mia mente. L’estate scorsa, vagando per il web, ho cominciato a cercare siti e forum letterari, non sapevo bene nemmeno io che cosa stessi cercando. Forse mi serviva soltanto la scintilla per cominciare. In uno di questi c’era un concorso per pubblicare dei racconti che avessero come tema il ‘Ti racconto una storia’. Insomma, ci ho provato, ho proposto una storia, e poi è stata una escalation. Ho trovato altri forum, ho partecipato ad altri concorsi. Ho visto che i miei racconti venivano apprezzati e non ho più smesso.

Chiara dice che da circa un anno la scrittura è diventata la sua seconda pelle. “Mi diverte, mi appassiona, mi stimola. Mi piace confrontarmi ogni volta con argomenti nuovi: una sfida con me stessa per vedere se sono capace. Sono molto testarda quando mi metto in tesa una cosa. Se partecipo a qualche concorso mi butto a capofitto. Comincio a scrivere e vengo totalmente risucchiata dalla storia. Posso anche scrivere tre-quattro pagine nel giro di un’ora e poi magari non scrivere nulla per giorni. Deve scattarmi qualcosa dentro. Ci deve essere la scintilla”.

Hai mai pensato che potesse diventare, oltre a un passatempo, un lavoro vero e proprio?
A essere sincera non pensavo che potesse diventare un passatempo, figuriamoci un lavoro vero e proprio. Scrivere è una cosa meravigliosa, sarebbe bello poter vivere facendo solo questo, ma so benissimo che la realtà è un’altra. Nel nostro paese i libri non godono di ottima salute, la gente non legge e le nuove generazioni non sembrano molto interessate alla cultura.

E si finisce con il parlare dell’editoria in Italia.

“Ci sono molti scrittori che vorrebbero emergere, ma l’editoria non dà loro possibilità di farlo. Pubblica solo chi già l’ha fatto, o chi è un personaggio (calciatori, conduttori televisivi, attori, cantanti, veline e quant’altro)”.

Mi viene in mente di chiederle se abbia mai pensato di scrivere un romanzo, ma Chiara sembra quasi scattare sulla sedia. “Un romanzo! No, al momento non sono ancora pronta per scriverne uno. Mi dedico ai racconti, più o meno lunghi. Un paio sono stati pubblicati all’interno di due antologie appena uscite. Questo per me è già un ottimo risultato. Sto assemblando anche una raccolta di racconti per vedere se ho materiale a sufficienza per poterla poi proporre a qualche Editore. Non mi faccio illusioni, non ho alcuna ansia. Io intanto continuo a scrivere”.

Vi ripropongo qui uno stralcio di un post preso dal blog di Chiara. Un tema molto ricorrente tra chiunque abbia, almeno una volta nella sua vita, scritto qualcosa: l’incubo della pagina bianca.

A volte siamo convinti di avere un’idea e allora corriamo al computer, sperando di non perderla nell’attesa che si avviino PC e programma di video scrittura. Rimaniamo lì concentrati, impazienti, e quando finalmente tutto è pronto… VUOTO!
Ora che facciamo? Possibile che l’idea si sia dissolta nel nulla?
Calma e sangue freddo. Rimanere a fissare lo schermo non è una buona idea. In questi casi io comincio a navigare, mi affaccio su qualche forum letterario dove mi piace impicciarmi, scarico la posta e… misteriosamente ecco l’idea che fa capolino.
Strano? No. Probabilmente all’inizio eravamo convinti di avere qualcosa in testa di ben definito, ma ci sbagliavamo. Ora invece ci siamo.
Bene. Lasciatevi andare e vedete dove riuscite ad arrivare.

Non vi resta che fare un salto su Dalle prime battute e iniziare a navigare tra consigli, recensioni, informazioni e interessanti lezioni di scrittura. Non potete lasciarvelo scappare…




Valeria