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Posted 15 Giugno 2008 by Davide Giansoldati in
 
 

Scrivere un thriller – seconda parte


Cancello“[…] davanti a loro, in fondo alla valle, si ergeva un castello che sembrava piccolo come un giocattolo, fatto solo di torri puntute. Il leone correva così veloce che Susan e Lucy si trovarono di fronte al castello prima ancora di avere il tempo di chiedere a chi appartenesse. Adesso non sembra più un giocattolo, ma un edificio sinistro, coronato di torri minacciose.”

C. S. Lewis, Le Cronache di Narnia. Il Leone, la strega e l’armadio

Le descrizioni sono uno degli ingredienti principale di un thriller.

Attraverso le descrizioni, è possibile creare l’atmosfera giusta per il thriller.

Si parte da una situazione normale per poi introdurre uno o più elementi sinistri.

Le descrizioni in un racconto thriller non devono per forza essere tutte cupe, tenebrose e notturne; anche una giornata di sole può essere lo scenario perfetto per un thriller, è tutta una questione di aggettivi.

Non c’era vento quella mattina: l’acqua della piscina era calma, placida e tranquilla.
L’azzurro delle piastrelle sul fondale si mescolava alla perfezione con il rosso carminio del sangue, unica traccia di un efferato crimine.

La prima delle due frasi potrebbe essere l’apertura di un racconto qualsiasi: potrebbe persino essere una fiaba. A metà della seconda frase invece abbiamo un cambiamento, l’atmosfera si adatta al genere thriller, sappiamo che è successo qualcosa, qualcosa di terribile.

… finalmente vidi il castello stagliarsi alto e imponente in cima alla scogliera.
Non vedevo l’ora di fare rientro a casa, ma, quando mi trovai ad una ventina di passi dal portone principale, mi accorsi che qualcosa non andava.
La vita e il calore di quelle mura avevano lasciato il posto ad un gelo sinistro e infido.

Anche in questo secondo caso assistiamo ad un cambiamento, un ribaltamento vero e proprio della situazione.

Per capire come dare un tocco di sinistro, partiamo da descrizioni comuni, semplici, di tutti i giorni e proviamo quindi a ricreare questo effetto di ribaltamento che ci aiuta a calarci nelle descrizioni del thriller.

Pensate ad una scena e poi ad un certo punto chiedetevi, cosa potrebbe succedere di imprevisto, inaspettato, inatteso?
Cosa potrebbe accadere ai protagonisti? Cosa potrebbero vedere o sentire? Quale sarebbe il loro ruolo? Vittime, carnefici, salvatori o testimoni?

Potete provare voi stessi a descrivere paesaggi e situazioni a voi familiari per poi inserire “l’elemento sinistro”.

Per facilitare il compito, Vi lascio alcune tracce da cui prendere qualche spunto.

Arrivai nella piazza del mercato e davanti ai miei occhi c’era una massa variegata di razze, altezze e colori.
Le merci vendute erano tra le più insolite e bizzarre.
Rimasi a bocca aperta quando…

Il bosco era fresco e ombreggiato.
Avevano iniziato a tagliare gli alberi come previsto appena giunti sul posto.
Nessuno però ..
..

Il pavimento della cucina profumava di fresco e pulito: avresti potuto usarlo come piatto per mangiare.
Fu in quel momento che lo vide…

Era in cima alla Torre di Pisa: da lì poteva vedere tutta la Piazza dei Miracoli e oltre.
Era una bella giornata d’agosto, calda ma non troppo.
Prese la macchina fotografica per scattare qualche foto quando alle sue spalle….

L’auto era un vero e proprio ritrovato delle ultime tecnologie: sembrava quasi guidarsi da sola.
Padrone della strada, sfrecciava sulla Milano Bologna divorando i chilometri.
Il paesaggio circostante era un insieme di macchie sfocate.
Quando…

Tocca a voi adesso!

Continuate a commentare e a scrivermi come avete fatto per la prima lezione; vi lascio ancora qualche settimana per lavorare sui personaggi, ma fate presto a crearli, presto ci serviranno.

Le altre parti del corso:




Davide Giansoldati

 
Scrittore, Writing Coach, esperto di Marketing & Comunicazione, facilitatore di Creatività