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Posted 30 Giugno 2008 by Valeria in Recensioni
 
 

Los tres novios


Los tres noviosLa prima cosa che mi viene in mente è cercare di sapere come si svolge questo rapporto in “troppia”. Eh sì, avete letto bene, perché non stiamo parlando di una coppia, bensì di una coppia più uno, nella quale il “più uno” è uno qualsiasi dei tre componenti. Daniele, Sergio ed Enzo, ridotti e semplificati nell’acronimo Des come se fossero una sola persona, sono tre persone diversissime per carattere, formazione ed età.

Chiedo loro, quindi, di spiegarmi in qualche modo come sia nata questa storia e, da lì di conseguenza, l’apertura del blog Los3Novios.

“Ti rispondiamo con ‘spezzoni’ tratti dal blog che esiste ormai (dal prossimo luglio), da 3 anni. Forse ti risulterà noiosa la lettura, ma tentare di comprendere dal di fuori la meravigliosa storia che stiamo vivendo crediamo non sia facile, come non è semplice per noi tentare di spiegarla in poche battute”.

Diventare troppia è venuto da sè, naturale evoluzione di un percorso intenso a due, culminato in un incontro non pensato e nemmeno programmato, nel quale però tutti e tre ci siamo immediatamente riconosciuti. Un riconoscimento all’inizio inconsapevole, ma già carico di segnali premonitori. (1 ott.2007)

Sono due anni che siamo in tre. Tanto abbiamo scritto di noi nel nostro blog. A volte semplici dichiarazioni d’amore, a volte contrasti e provocazioni. Era il 2 ottobre e Modan entrò nella nostra vita. Ne abbiamo fatta veramente tanta di strada. Tante gioie, discussioni, diversità, scontri, incontri e confronti… quel benedetto orgoglio di cui i miei due mori sono paladini e naturalmente tanto, tanto sesso. Certo, quel giorno poteva essere unico, finire lì e invece… Si è andati oltre, a volte consapevolmente e a volte no, come è giusto che sia. Quel giorno è stato il nostro inizio di troppia, ma anche di noi singoli. Allora non l’abbiamo percepito subito anche perché era impossibile, ma già la nostra strada stava cambiando. Ci siamo messi in gioco tutti e tre. Modan con una discrezione e un’attenzione indescrivibile ci è stato vicino, muovendo i primi passi su un terreno non sempre pianeggiante, anzi spesso faticoso. Sono proprio quelle fatiche che, anche se sembrano al momento immotivate e avvilenti e potrebbero indurre a gettare la spugna, risultano indispensabili per creare e alimentare quei sentimenti che sono e saranno, comunque andrà, la nostra forza. Non sono pochi due anni, ma sono niente di fronte al nostro futuro di troppia e questa per me è la più bella certezza che posso regalarvi, mori. Auguri! I nostri sono sentimenti adulti che ci spingono, oggi, a cercare una certa “normalità”. Non è facile perché a volte la passione è talmente forte che una minima disattenzione dell’uno o dell’altro o dell’altro ancora innesca quell’insicurezze che a volte fanno male solo a se stessi e impediscono la crescita. Anche queste sono necessarie però. Guai a dare per scontato l’esserci. È importante ma non basta. (30 sett 2007)

Anche all’inizio della storia mi preoccupavo più della sua giovane età che dell’anomalia di essere troppia. Non avevo voglia di ricominciare da capo con le gelosie, le apprensioni, le paure, non avendo più l’età e la possibilità di competere per proteggere l’amore. Di fatto riesco senza troppi sforzi a vivere sereno e a non pensare che l’amore vive anche della precarietà umana. (9 luglio2007)

I meccanismi di varia natura che si sviluppano tra tre persone diverse sono complessi, come lo sono sempre le relazioni sociali. Chiedono attenzione costante, esigono di rifuggire dal comodo pressapochismo. C’è di buono che siamo abbastanza rigorosi e non lasciamo correre nemmeno le sfumature che a lungo andare potrebbero trasformarsi in problemi troppo grandi da risolvere. È la tecnica che En e io abbiamo sempre utilizzato quando eravamo coppia. Ogni volta si ridiscute tutto, ci si interroga, ci si confronta, si litiga, si precisa, ci si spiega. Non è mai facile perché a essere criticata non è mai solo la troppia in sè, ma i singoli. E mettersi in discussione come singole persone non è mai cosa da poco, perché finisce con lo sconvolgere quello che si considerava, a torto o a ragione, il proprio equilibrio conquistato magari a prezzo di sforzi non indifferenti. È in queste occasioni che uno si chiede: “Perché? Chi me lo fa fare? Ne vale la pena?”. Si torna alle motivazioni che ci legano l’uno all’altro e all’altro ancora e si scopre che le incomprensioni, le superficialità, le durezze e le asperità di carattere e persino gli errori sono nulla di fronte alla profondità dell’amore che ci unisce. Anzi, ne sono parte a pieno titolo, perché sono essi stessi espressione, sia pure distorta, della relazione che ci unisce. (10sett 2007)

Qui si va avanti, si continua a crescere (non di numero!) in un clima a volte duro e combattivo. Giusto un anno fa, più o meno, scrivevamo che non a caso “i saggi greci, dall’unica radice ‘ag’, hanno coniato ‘agòn’ (lotta) e ‘agàpe’ (amore totale): non c’è amore senza lotta (dentro se stessi), senza sofferenza. È vero più che mai nella nostra storia. Arriva la necessità di scelte nuove, difficili, complesse, ma sempre ispirate e motivate dall’amore che non è mai uguale, ma cresce, aumentando le proprie richieste verso l’unico obiettivo che è la totalità. Fa un po’ paura detto così, ma le scelte quotidiane, quelle pratiche vengono da sole senza alcuna forzatura. Forse non sono facili da capire nemmeno all’interno della troppia, ma i cammini per fortuna restano diversi per quanto convergenti. Quando abbiamo liberamente scelto di assecondare il nostro triplice amore e di seguirlo ovunque ci avesse portati, sapevamo che poteva essere pericoloso o periglioso, che dir si voglia. Ora è il momento di seguirlo sul serio, anche se comporta difficoltà non previste. (1 ago 2007)

“Abbiamo deciso di ‘aprire’ un blog un po’ per gioco e curiosità, un po’ per documentare, prima di tutto a noi stessi, l’evoluzione dell’avventura in cui c’eravamo imbarcati con non poca paura”, continuano. “A volte la decisione di vivere ‘pubblicamente’ la nostra storia perché convinti di dover affermare che non c’è solo l’amore etero e nemmeno solo quello di coppia, ma che esistono altre vie dell’amore assolutamente umane non meno valide moralmente, ci pesa, perché ci impone per onestà di raccontare anche tutti i nostri limiti e quindi anche i frequenti litigi degli ultimi tempi. Spero sia chiaro che non è nostra intenzione riproporre qualcosa stile Piazza Italia o simili, dove, pur di esserci, molti non esitano a raccontare vicende intime che un tempo si preferiva tenere gelosamente nascoste in famiglia. Vorremmo poter raccontare solo aspetti positivi della nostra vita che sono tanti, ma, ahinoi, siamo umani e quindi passiamo anche attraverso fasi non del tutto gioiose. Non possiamo certo nasconderlo”.




Valeria