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Posted 30 Giugno 2008 by Davide Giansoldati in Mondolibri
 
 

Scrivere un thriller – terza parte


La goccia“Se
la donna avesse aspettato un altro minuto, avrebbe avuto tempo di riporre […]
il libro dei codici nel cassetto e non ci sarebbe stato bisogno di ucciderla”

Ken Follett, La
cruna dell’ago

“Motore… azione!”

Proprio come nel cinema, il protagonista del racconto entra in azione in un momento preciso: viene “premuto” un pulsante invisibile, scatta una molla, succede qualcosa.

Giunti a questa terza lezione, dovreste aver ormai creato i vostri personaggi, individuato la scena e il contesto in cui si svolgerà il racconto.

Vittima e carnefice potrebbero percorrere le stesse strade per mesi, forse e loro vite si sono anche incrociate o potrebbero addirittura conoscersi.

Un bel giorno qualcosa turba l’equilibrio degli eventi.

In questa lezione andremo a caccia del nostro ago: così sottile, così piccolo, così leggero ma… allo stesso tempo pungente ed efficace, in grado di increspare una trama lenta e piatta.

Il nostro ago è come la freccia di Cupido: prendiamo la mira e lo scagliamo sull’obiettivo generando un desiderio, ma non un desiderio qualsiasi, un desiderio forte, una necessità impellente, qualcosa che non si possa affatto ignorare.

Sesso, soldi, fama, potere, sono tutti desideri forti, sono pulsanti che, se premuti a fondo, possono trasformare la più tranquilla delle persone nel più brutale degli assassini.

Prendete il carnefice creato nella prima lezione e chiedetevi, quindi, quale potrebbe essere l’elemento forte in grado di scatenare il suo lato negativo.

Cercate di calarvi nella sua mente, nella sua storia, nel suo passato… lì troverete le radici del suo desiderio.

Non dovete raccontare le origini al lettore, non direttamente almeno: lasciate che questi elementi emergano dalle azioni del carnefice. È sicuro di sé o è impacciato e maldestro? Sa usare le armi o sta improvvisando? È un chirurgo di professione e quindi amante del bisturi? Ha un passato da macellaio? Come potrebbe invece essere un carnefice che di lavoro fa il panettiere o il fruttivendolo?

Mettete bene a fuoco il passato e scrivete l’elemento forte che spinge il carnefice all’azione: scrivete il desiderio e riquadratelo, evidenziatelo, tenetelo bene a mente.

Ora, pensate a come potrebbe essere l’evolversi degli eventi: come, partendo da una giornata calma e tranquilla, quella stessa giornata possa diventare la giornata del thriller-carnefice.

Andrea detestava il contatto con la gente. I loro vestiti sporchi, le mani coperte di germi e l’alito fetido non riusciva proprio a sopportarli.
Era inverno a Milano, un tipico inverno milanese: freddo, gelido, pungente.
Quella mattina la sua Matiz aveva deciso di non partire, nonostante i due calci ben assestati al paraurti anteriore.
Dei taxi nessuna traccia: Andrea realizzò che, se voleva raggiungere l’ufficio, avrebbe dovuto prendere i mezzi pubblici.

Questo è l’inizio della storia che svela alcuni elementi interessanti sul protagonista, il carnefice, e sul suo desiderio forte: il disprezzo totale del contatto con le altre persone. Dove lo porterà questo disprezzo? Arriverà a insultare le persone che in metropolitana, si ammasseranno contro di lui? Spingerà giù da un autobus un giovanotto per entrare al suo posto? Strapperà di mano il bastone ad un’anziana signora per colpire un uomo che gli ha appoggiato una mano sulla spalla per non cadere? Cosa potrebbe far scatenare l’aggressività di Andrea? Basterebbe un unico evento, o servirebbero tanti piccoli eventi? Basta premere a fondo il suo “pulsante” o dobbiamo schiacciarlo tante piccole volte?

Provate a immaginare il seguito della storia, provate poi, nello stesso modo, a dare forma al desiderio del vostro carnefice. a immaginare l’evolversi degli eventi.

E la vittima?

La vittima può solo soccombere… o forse no? La fortuna, l’istinto di sopravvivenza, l’intelligenza e l’astuzia potrebbero portare ad un finale completamente diverso.

Le altre parti del corso:




Davide Giansoldati

 
Scrittore, Writing Coach, esperto di Marketing & Comunicazione, facilitatore di Creatività