1
Posted 30 Settembre 2008 by Valeria in Recensioni
 
 

Erasmus in Valencia


Erasmus in Valencia

The spanish job è il blog di tre ragazzi alle prese con l’Erasmus a Valencia. Andrew, Yla e Fru, a Valencia dal 2 ottobre scorso, hanno deciso di aprire il blog inizialmente per mantenere i contatti con i loro amici di sempre.

Parla Ilaria: “Subito ci siamo innamorati di questa città che si è dimostrata vivibile e ricca di possibilità e quindi perfetta per degli studenti come noi. La vita degli Erasmus è fatta da mille sfaccettature (molte più di quelle che si raccontano), quindi fin dal primo momento ci siamo trovati ad affrontare divertimenti e tantissime nuove conoscenze, ma anche la ricerca di una casa, le lezioni universitarie in spagnolo e la vita di tutti i giorni in un paese con una cultura e una lingua diverse dalle nostre… ma che piano piano abbiamo imparato a conoscere e ad amare”.

Come mai vi è venuto in mente di aprire il blog?
Il blog è stato aperto una sera della prima settimana, quando ancora vivevamo in ostello ed eravamo alla disperata ricerca di una casa. L’idea iniziale è stata dalla mia coinquilina di allora – una studentessa di scienze della comunicazione – e io l’ho accolta con entusiasmo visto che il mondo dei blog non mi è per nulla estraneo (scrivo su un mio blog personale già da diversi anni). Da lì abbiamo cominciato a raccontare tutte le nostre esperienze, le prime difficoltà, le mille avventure. A volte in modo ironico, altre con un pizzico di riflessione… era un modo come un altro per rimanere in contatto con i nostri amici in Italia e raccontargli tutto ciò che ci accadeva. Successivamente i miei coinquilini hanno finito il loro periodo di studi in Spagna e il blog è rimasto esclusivamente in mano a me: ho cominciato a scrivere sempre più spesso, raccontare questa nuova pagina della mia vita e tutti i cambiamenti che sentivo avvenire anche dentro di me; alla fine è diventato quasi un diario personale, un modo per lasciare impresso per sempre da qualche parte tutto quello che mi stava capitando, come se questo fosse un modo per assicurarmi di non dimenticare mai nemmeno il più piccolo particolare di quest’esperienza.

Prova a raccontarci come si svolge la vita all’Erasmus, com’è la tua giornata.
Le giornate qui sono piuttosto frenetiche, soprattutto perché bisogna imparare a conciliare lo studio e gli esami con la vita mondana tipica degli Erasmus. Normalmente la mattina si va all’università e si studia (e in questo periodo chi ha finito gli esami può andare al mare, che è raggiungibile in pochi minuti), il pomeriggio invece è dedicato al riposo o le passeggiate, e la sera ci si incontra tutti in qualche locale oppure a casa di qualcuno, dove generalmente si passano le serate più tranquille cenando e guardando film. Ultimamente di sera si va spesso in spiaggia per i tipici botellòn alla spagnola, dove ogni sera purtroppo si celebra la despedida (‘festa di addio’) di qualcuno, perché verso luglio quasi tutti stanno finendo il loro periodo Erasmus.

Il blog ti ha portato nuove conoscenze? Che riscontro hai avuto da parte dei lettori e cosa ti aspettavi al momento dell’apertura?
Sì, mi ha permesso di conoscere altri erasmus e persone che hanno vissuto la stessa esperienza a Valencia gli anni passati. Il riscontro è stato molto più positivo di quello che ci aspettavamo all’inizio: io e i miei ex coinquilini abbiamo aperto il blog soprattutto per rimanere in contatto con gli amici italiani e in effetti molti di loro ci leggono e commentano. La sorpresa poi è stata scoprire che anche alcuni amici erasmus ci leggono quasi giornalmente… è un modo in più di condividere quest’esperienza.

La scrittura per te è un momento di riflessione o c’è dell’altro?
Mi piace molto scrivere, sin da piccola riempio pagine e pagine di diari e quaderni con ricordi, racconti, storie. Mi sono affacciata al mondo dei blog un bel po’ di anni fa e li trovo una maniera di comunicare interessante e immediata, quindi è stato molto naturale aprirne anche uno per raccontare le nostre (dis)avventure di un anno così intenso. All’inizio non aggiornavamo molto spesso a causa di problemi di tempo e connessione, poi col passare dei mesi la scrittura del blog è diventata parte integrante del mio Erasmus: come ho già detto è un modo non solo di raccontare ciò che accade, ma per riflettere e imprimere da qualche parte tutti i nostri ricordi.

Ti manca l’Italia? Quali differenze hai riscontrato tra i due Paesi?
In alcuni momenti l’Italia mi è mancata molto, è normale provare nostalgia per i propri affetti, le proprie abitudini e la città dove si è vissuti da sempre. Col tempo però ho imparato ad amare questa città così diversa dalla mia, e ora che l’anno sta per finire posso dire che sarà difficile separarmene definitivamente perché ormai la vedo come la ‘mia seconda città’. Stare lontano da casa inoltre mi ha permesso una riflessione molto profonda su quello che avevo lasciato in Italia: da qui è più facile guardare la propria vita in maniera un po’ più oggettiva, ‘dall’esterno’, e capire quali cose e persone sono davvero importanti e chi invece si dimentica della tua amicizia appena ti allontani per qualche tempo.




Valeria