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Posted martedì, 25 Novembre 2008 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Mario de Miranda Quintana. Immagini e fremiti per cogliere l’invisibile


La prestigiosa rivista Rocca recensisce il libro Il colore dell’invisibile di Mario Quintana all’interno della rubrica Nuova Antologia. Di seguito alcuni stralci del testo scritto da Giuseppe Moscati che ringraziamo di cuore.

Mario Quintana“Non so ballare. / Il mio modo di ballare è la poesia” (Il ballerino). Penna spesso malinconia e dagli accenti a volte un po’ scettici, ma sempre tenacemente avvinghiata al mondo da cui trae versi ficcanti e allo stesso tempo incantati, Mario de Miranda Quintana (Alegrete, 1906 – Porto Alegre, 1994) è sicuramente uno dei più importanti nomi della poesia brasiliana […]

Da sempre noto come “il poeta delle piccole cose” e insignito persino del prestigioso titolo di “principe dei poeti brasiliani”, egli è un autore che va ben al di là dell’ufficialità dei riconoscimenti conquistati dai suoi sonetti e versi liberi. Versi che mirano a cogliere – cito il titolo di quella che finora è purtroppo l’unica traduzione italiana (per i tipi della Graphe.it Edizioni) – “il colore dell’invisibile” […]

È il colore che non si vede e, però, si sente. Si sente addosso, sulla pelle, nel cuore, nell’intimo, nei sentimenti più genuini […]

L’opera quintaniana, come accade per la grande poesia, è ricca di immagini […] Un tema tra i più ricorrenti, per esempio, è sicuramente quello della tristezza, che tuttavia è una tristezza che paradossalmente si nutre alla fonte della felicità e a questa sembra essere inscindibilmente associata, inclinando ora verso la luce più piena e ora verso tagli di chiaroscuto e penombra […]

Un’altra delle caratteristiche che più mi hanno colpito leggendo le poesie di Quintana riguarda l mondo con cui egli ricorre alle aggettivazioni. Le definirei vere e proprie illuminazioni, il più delle volte i classici fulmini a ciel sereno con tutti gli effetti di sorpresa/sbigottimento che ne possono derivare alla percesione del lettore”

G. Moscati, “Mario de Miranda Quintana. Immagini e fremiti per cogliere l’invisibile”,
Rocca
22/2008, pp. 47-48




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