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Posted martedì, 30 Dicembre 2008 by Graphe.it in Racconti e testi
 
 

Una vita in un bicchiere


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Un racconto di Conci, che abbiamo intervistato qui.

***

Bicchiere“Madame, would you like something fresh?”

Chiese il cameriere alla signora seduta sulla terrazza sul mare; l’aveva scrutata da lontano e poi vista avvicinarsi decisa al tavolino. Pensava fosse americana. L’avevano colpito il cappello a falde larghe e i grandi occhiali scuri che le conferivano un aspetto misterioso ma decisamente raffinato.

Scrutava l’orizzonte, mentre un alito di vento le sollevava appena il suo bianco caftano.

Volutamente aveva scelto quella mise per il mare, il bianco, infatti, la faceva sentire insolita, estranea , come tanti altri colori le erano. Vestiva solitamente di blu e di nero, ma oggi era un’altra storia, lei sentiva di essere un’altra.

Su quella spiaggia vicina non si era mai vista. Sfilando una sigaretta dalla borsa volse lo sguardo e, smontando l’ipotesi esotica del cameriere, gli rispose:

“Grazie, signore”

“Preferirei un aperitivo, dissetante ma… un tantino forte, piuttosto alcolico”.

Sorrise, ma si ricompose ben presto mantenendo uno stato di assoluto distacco da tutto ciò che la circondava.

Era stata la più terribile notte della sua vita. Dopo tante, indimenticabili.

Era iniziata nel pomeriggio, una conversazione pacata, fatta di fredda complicità e di contenuta tensione.

“Madame, ecco il suo cocktail!”

“Grazie, grazie mille”

Un sorso deciso le fa mandar giù un po’ del suo drink mentre affiorano convulse le immagini della notte .

Si era ormai resa conto dell’irrimediabile fine quando di spalle e, in penombra, lui le aveva appena pronunciato “Parto questa notte. Non tornerò”.

In un istante lo specchio di fronte le aveva proiettato il suo sguardo atterrito e le rughe del viso che si declinavano in tanti solchi . Tacita, nella penombra, continuava a fissare la sua sagoma , e il suo viso contratto di dolore nello specchio; le palpebre le divennero pesanti…

Bevve ancora un altro sorso e poi , con gli occhi fissi nel bicchiere, incominciò ad osservare l’ondeggiare del liquido e le bollicine che si disfacevano, mentre la moviola cominciava a far scorrere i flash back della sua vita: Parigi, le promenades, i boulevard, i camping, e le notti stellate e profumate delle Eolie, la voglia di inseguirsi e il ritrovarsi, le poltrone di casa davanti alla TV e le complici cenette sul balcone…

Sorseggiò ancora il suo cocktail fermando le sue labbra sul bicchiere e trattenendo in bocca quel leggero sapore di alcol che narcotizzava la sua sofferenza, mentre gli ultimi scenari della sua memoria volgevano alla fine.

Franarono i ricordi nell’ultimo dito di bevanda rimasta, il mare disciolse gli ultimi frammenti di memoria, e il vento disperse il dolore della notte.

“Madame, desidera qualcosa di fresco?”

“Sì, grazie un drink alla frutta”

Chantal sulla terrazza sorseggiò una nuova vita sorridendo al nuovo giorno…




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)