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Posted 15 Aprile 2009 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Julie Maggi


Julie MaggiParlaci un po’ di te
Al momento sono il classico esempio di nerd al femminile. Questa almeno è l’immagine che ricevo dallo specchio. Sto lavorando moltissimo per ultimare le tavole del fumetto I racconti di Poe. Ho cominciato il mio secondo romanzo Femme HZ, molto fantascientifico. Vorrei finire l’Accademia di Belle Arti ma purtroppo (e per fortuna) l’uscita di Elenoir ha un po’ rallentato la mia efficienza scolastica. Che dire… mi servirebbero una traduttrice, una segretaria… volendo, anche un’autista… 😉

Perché scrivi?
Credo che per me scrivere sia una sorta di meditazione, un avvicinamento al nirvana, diciamo così. Provo delle sensazioni simili nel momento in cui metto le mani nella terra in cui coltivo i miei fiori. Il mio cervello smette di incamerare idee e pensieri ed inizia a tirarli fuori, uno dopo l’altro, più o meno con un senso logico. Alla fine mi ritrovo con la mente più libera da tutti i personaggi che la affollano. Immagino il posto in cui prendono vita le mie idee come l’arteria principale di una grande città. C’è rumore, la gente corre di qua e di là senza una meta apparente. Tutto quello che faccio è prendere per mano questi omini e mettere ordine nei loro percorsi. Dare loro uno scopo in quella folle corsa in cui, altrimenti, si scontrerebbero l’uno con l’altro.

Mi trovo a passeggiare per quella strada e vedo me stessa sbirciare nelle vetrine dei negozi che la costeggiano. A volte entro e compro qualcosa: sono i prodotti dei personaggi della mia mente. Le loro azioni, i loro pensieri e i loro stati d’animo.

Quando tutto ciò non avviene nella mia testa, ma nella realtà, la cosa si fa ancora più semplice. Il mondo in cui vivo mi dona ispirazioni ad ogni angolo di strada e di personaggi ce ne sono infiniti. Basta salire sull’autobus e guardarsi intorno.

Parlaci del tuo libro Elenoir
Elenoir è un libro che sto imparando a conoscere adesso. Mentre lo scrivevo, la sensazione che provavo era la stessa che proverebbe una brocca d’acqua che viene svuotata. Ora la storia è “uscita fuori”. Sono proprio le persone che mi chiedono di spiegare i perché e per come del romanzo che mi mettono in condizione di capirlo davvero.

Elenoir è sicuramente un romanzo molto dark, pieno di sentimenti contrastanti, a partire da quelli provati dalla protagonista. Elenoir è una ragazza, è piena di forza e di energia; piena di vita. Ma la sua ex muore all’improvviso e la sensazione che qualcosa non vada pervade a tal punto la piccola Ele da portarla ad indagare sui fatti e sulle persone che la circondano. Tutto si intreccia e lei si fa in quattro, a volte anche facendosi male, verso la difficile soluzione “del caso”. È un romanzo dall’atmosfera un po’ bohémien, a tematica omosessuale, con molte chiavi di lettura. Le immagini narrate dalle parole si alternano a quelle disegnate da me, in bianco e nero, come in un vecchio film.

Quali sono le tue letture preferite?
Amo moltissimo i romanzi di fine ottocento, specialmente quelli francesi. Adoro Baudelaire, Gautier, Hoffmann e quelli che prima di lui hanno dato vita a quel genere di romanzo realistico-fantastico che non manca mai sul mio comodino. Ma leggo così tanto che a volte mi sembra di essere ancora alle prime pagine di un unico libro infinito. A volte leggo saggi interessanti ma non ho un argomento preferito, la scelta è casuale o “consigliata”.

Un libro da leggere e uno da evitare
Uno da leggere assolutamente è Racconti fantastici di Théophile Gautier. Uno assolutamente da evitare (ne dico uno ma ne citerei volentieri l’intera categoria, e per “intera categoria” probabilmente intendo genere) è I love shopping di Sophie Kinsella, in assoluto uno dei libri più inutili che io abbia sfortunatamente letto.

Qui un’altra nostra intervista a Julie Maggi




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.