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Esuperanzio di Cingoli. La parola a Edith Pasztor

 

 
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In sintesi

Riportiamo la prefazione della chiarissima professoressa Edith Pásztor al libro di Gianluca Orsola Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medioevale Il giovane medioevalista Gianluca Orsola affronta in quest’opera un tema di grande rilievo: come la vita di un vescovo vissuto nell’Alto Medio Evo veniva intesa e rappresentata in una fonte della fine del secolo […]

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Posted mercoledì, 15 luglio 2009 by

 
La nostra recensione
 
 

Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medioevaleRiportiamo la prefazione della chiarissima professoressa Edith Pásztor al libro di Gianluca Orsola Esuperanzio di Cingoli. Agiografia di un vescovo medioevale

Il giovane medioevalista Gianluca Orsola affronta in quest’opera un tema di grande rilievo: come la vita di un vescovo vissuto nell’Alto Medio Evo veniva intesa e rappresentata in una fonte della fine del secolo XIII.
Si tratta di una chiave di lettura che merita notevole interesse dal punto di vista sia storico, sia agiografico; l’autore offre, tra l’altro, l’edizione critica con la traduzione della fonte, contenuta nei codici Acci 708 e 709 dell’Archivio di Stato di Macerata, opera di un autore anonimo.

Sant’Esuperanzio, secondo la Vita, nacque in Africa, probabilmente a Cartagine, durante l’invasione dei vandali, tra il IV ed il V secolo. È figlio di Eulasio e Perpetua, proviene da una famiglia benestante. Il padre lo vuole destinare ad “una vita luminosa, ricca di soddisfazioni, importanza personale, lustro”, ma Esuperanzio, sin dalla più giovane età, decise di dedicarsi alla vita cristiana, disprezzando i valori transitori del mondo come dannosi all’anima. Si fa battezzare, poi cresimare e volle abbandonare la sua città per poter realizzare i suoi desideri religiosi.

Porta con sé un giovane, di nome Formario, che gli rimase accanto durante tutta la sua vita.

Imbarcatisi su una nave in partenza verso il Mar Tirreno, scendono presso Ancona a causa di una tempesta, e di lì partono in direzione di Roma. È qui che Esuperanzio inizia la sua vita di evangelizzazione, impartendo il battesimo e combattendo contro i pagani e gli eretici. Viene, però, presto denunciato e successivamente imprigionato. Ottiene la libertà per intercessione del pontefice che, vista la sua profonda religiosità, lo nomina vescovo di Cingoli. Esuperanzio accetta la carica con molta riluttanza, essendo privo di ambizioni e vanagloria ed obbedisce solo per l’insistenza del papa.

Si reca nella cittadina delle Marche ove viene accolto con festosità dal popolo e dove lavora per la salvezza dei fedeli per ben quindici anni, fino alla sua morte.

Il suo modo di vivere ottiene molti frutti di conversione cosicché dopo la morte la sua sepoltura diviene meta di molti pellegrinaggi.

Numerosi sono i miracoli che l’autore anonimo attribuisce al santo. Compie appena diciotto giorni quando comincia a parlare ringraziando Cristo per averlo fatto nascere. All’età di tre anni chiede al Signore di fargli conoscere la Sua volontà e di dargli anche la forza di realizzarla. Nella Vita è evidenziato come già da bambino trascorreva le sue giornate in preghiera.

Il suo primo miracolo lo compì facendo cessare una tempesta durante il viaggio sulla nave verso l’Italia. Il secondo miracolo avviene a Roma, dove, su richiesta del papa, fa terminare un’epidemia. Segue la guarigione di una paralitica, con l’imposizione della sua mano.

I miracoli continuarono anche dopo la morte di Esuperanzio: appena una donna, durante i funerali toccò la sua veste, ottiene la guarigione. Anche la sua tomba fu visitata da molti pellegrini e vi avvenne anche un miracolo con l’intervento di un angelo che trasportò il corpo del santo in una nuova tomba da dove rispose favorevolmente alla preghiera dei fedeli facendo cessare una grave pestilenza che colpì non solo Cingoli, ma anche altre città vicine.

Gianluca Orsola illustra poi con molta precisione la ricca storiografia relativa al vescovo. Essa inizia nel Seicento, per opera del domenicano Filippo Ferrari e si estende fino alla fine del secolo scorso. Inizialmente gli autori seguono il racconto della Vita presentando Esuperanzio quale santo – viene inserito dai Bollandisti anche negli Acta Sanctorum – finché nel Settecento Luca Fanciulli propone delle osservazioni critiche riguardanti l’autenticità della legenda e quindi sulla genuinità del racconto. Comincia così a diffondersi l’accusa che la fonte è “spuria, apocrifa, suppositizia” che copia dei dati leggendari, attribuendoli ad Esuperanzio. Si scopre anche che gran parte della Vita non è altro che la trascrizione della Passio Sanctorum Nazarii et Celsi. Viene negata anche la storicità del Santo. Neppure gli ultimi autori – Serafino Prete e Giuseppe Avarucci – raggiungono un risultato concreto in proposito: il primo pone, anzi, la domanda di chi era in realtà Sant’Esuperanzio, il secondo afferma che esisteva un solo vescovo con questo nome, che non era di Cingoli, ma di Ravenna.

Gianluca Orsola, dopo aver riportato una rassegna particolareggiata degli studi sul vescovo – in Appendice pubblica poi alcune considerazioni su «L’influsso del Vangelo Apocrifo dello Pseudo Matteo nell’arte e nella Vita Sancti Exuperantii», il «Raffronto tra la Vita e la Passio Sanctorum Nazarii et Celsi» ed il «Contraddittorio tra l’Accademia Ecclesiastica Osimana e la Sacra Congregazione dei Riti» – richiama l’attenzione fra le varie correlazioni tra la Vita e  certi passi della Bibbia. Sono pagine importanti perché gettano luce sull’autore della fonte, che non fu esaminato prima di lui dagli studiosi che si sono occupati del vescovo. Merita, quindi, riportare qui la sua conclusione: dalle correlazioni «si può dedurre che l’agiografo avesse ben presente la narrazione dei Vangeli… ed abbia inteso nella sostanza modellare la figura del santo su quella del Cristo».

La seconda e più importante parte dell’opera di Gianluca Orsola comprende un Commento storico-agiografico, in cui illustra il tema fondamentale del suo studio: la figura del vescovo e quella del vescovo santo al tempo della compilazione della Vita e la sua proiezione sull’immagine di Esuperanzio: Esuperanzio vescovo ed Esuperanzio santo.

Si tratta di un’opera che merita grande attenzione sotto il punto di vista della ricerca storico-religiosa del Medio Evo.

Edith Pásztor




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)


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