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Posted domenica, 7 Febbraio 2010 by Silvana Sonno in Punti di vista
 
 

Acqua bene comune


Acqua

Qualche mese fa ho scritto alcune riflessioni sui progetti di privatizzazione dell’acqua da parte dei nostri governi (nazionale e locali), a partire da un articolo che li denunciava in modo documentato. Ricordo di aver avuto qualche commento incredulo e almeno una “rispostaccia” che negava fosse vero quello che ormai è all’evidenza di tutte/i , ma ciò che mi sembra ugualmente evidente è la rassegnata assuefazione con cui ormai reagiamo alle bugie e ai soprusi che negano le basi stesse della convivenza sociale: la condivisione delle risorse fondamentali messe a disposizione dalla natura per nient’altro che la sopravvivenza. Nelle zone povere del mondo, dove i cataclismi portano morti e distruzione la mancanza dell’acqua è la calamità più grave che si aggiunge alle sofferenze e alle ingiustizie che subiscono tante popolazioni.

Negare che l’acqua sia un bene pubblico e che nessuno può venderla come una qualsiasi altra merce del mercato è un gesto gravissimo anche simbolicamente, e contrasta con tutte le belle parole (già, parole!!) sul rispetto dell’ambiente e la necessità di una rigorosa impostazione ecologica per quanto riguarda tutte le relazioni umane. In primis la gestione della polis e i provvedimenti che discendono dal “buon governo” che tutte/i auspichiamo. Ma non c’è polis e dunque buona politica senza cittadinanza attiva e partecipazione. Nostra sora acqua ce lo chiede, per non trovarci anche noi con l’acqua alla gola e in più a nostre spese.

Foto | ck๏range




Silvana Sonno