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Posted 15 Aprile 2010 by Silvana Sonno in Punti di vista
 
 

Al giorno d’oggi


Parole

Superata la fase pre e post elettorale con tutto quel che è venuto – ma c’era già da prima – mi trovo a corto d’analisi e commenti, per descrivere non solo quel che penso e sento, ma anche quel che vedo intorno. Mi appare tutto così indecifrabile il mondo a me contemporaneo, su cui potrei continuare a scrivere righe e righe utilizzando parametri d’indagine e giudizio collaudati, tirare righe per dare confini al mio e al tuo, a quel che si può e quel che si deve, in definitiva al buono o al cattivo che, come si sa, sono però concetti relativi, e dunque il confronto subito si smorza e si resta ognuna/o dentro la propria cifra e il proprio – per quanto la/lo riguarda – “buon” pensare.

Potrei dunque continuare a dire, monologando come di routine, ma il giorno d’oggi mi pare così trasudante tragedie inaffrontate che non me la sento di esprimere punti di vista, neanche uno piccolo, e consentirete se questa volta passo. Non sono i risultati elettorali a provocarmi questa afasia, o agrafia, se volete, e questo è ovvio. Ma ciò che ho visto e sentito negli ultimi tempi è così distante da ciò che evidentemente vedono e sentono altre persone, che non conosco personalmente – ma alcune le conosco o così mi pareva – che una riflessione in pausa mi è necessaria, intendendo col termine riflessione il raggio di luce che, colpita una superficie liscia, ribatte verso la sua sorgente o, se deviato, verso un altro oggetto.

Mi occorre acchiappare il raggio di luce del pensiero che nasce – ed è la sua Sorgente – dalla pratica di vita di una moltitudine di esperienze, singolarmente distinte per asperità e ruvidezze, ma insieme tenute in levigata apparenza dalla superficie specchiante delle parole e delle immagini confezionate, che in qualche modo le deviano fino a me. Quelle singole asperità e ruvidezze mi occorre raggiungere per esprimere, prima che un’opinione, una contiguità di comunicazione, che sia utile in primo luogo a me stessa, che alle parole non posso rinunciare, senza rinunciare nel contempo al mio sguardo e al mio sentimento dell’esistenza. Mi aggrappo perciò in ultimo ai versi di una poeta che mi è cara, Patrizia Cavalli, che deve aver attraversato una contingenza simile a questa che ho cercato di descrivere, ma ne è poi uscita aggrappata ad un filo di speranza, se ha scritto:

Anche quando sembra che la giornata
sia passata come un’ala di rondine,
come una manciata di polvere
gettata e che non è possibile
raccogliere e la descrizione
il racconto non trovano necessità
né ascolto, c’è sempre una parola
una paroletta da dire
magari per dire
che non c’è niente da dire.

Il cammino che si è aperto è lungo e stretta la via….

Foto | powerbooktrance




Silvana Sonno