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Posted venerdì, 30 aprile 2010 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Il tempo dell’eccesso. Anche quello dei libri


Libri. Troppi

Piccola provocazione oggi per la nostra rubrica Librerie e lettori. Ci soffermiamo su di un testo di Giulio Ferroni – docente di letteratura italiana all’Università La Sapienza di Roma – che mette un po’ il “dito nella piaga” dei libri. Il brano è tratto da un saggio dello stesso Ferroni, edito da Laterza: Scritture a perdere. La letteratura degli anni zero.

Nel quadro di un’ecologia della comunicazione è sempre più necessaria un’ecologia del libro e della letteratura, capace di operare distinzioni nell’immenso accumulo del materiale librario prodotto, di cui i saloni e i molteplici festival del libro pretendono di offrire trionfanti esposizioni.

Occorrerebbe diffidare un po’ di tante indiscriminate promozioni del libro, in cui spesso doverosamente si impegnano appositi organismi istituzionali, volti a sostenere la produzione libraria in blocco. Non è il libro in sé, non è qualunque libro a rappresentare il “bene” come talvolta vien argomentato con una certa enfasi retorica, che tra l’altro finisce per allontanare dai libri proprio coloro che vorrebbe attrarre. Sarà proprio vero che “Più libri più liberi”, come dice lo slogan di uno dei sempre più frequenti festival librari?

[…] C’è una letteratura che collabora allo scarto, che non fa altro che ruotare intorno alla comunicazione già data, che non fa che cercare occasioni di presenza, producendo materiale da consumare, offrendo scritture a perdere; ma c’è anche una letteratura che cerca l’essenziale, che scava in questo eccesso della comunicazione, che fa i conti con le lacerazioni del presente e chiama in causa i limiti e le derive del mondo, ne interroga il destino.

Foto | brewbooks




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)