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Posted sabato, 15 maggio 2010 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Intervista a Roberto Fantini, autore del saggio “La morte spiegata ai miei figli”


Roberto FantiniPer i tipi della casa editrice Sensibili alle foglie è stato da poco pubblicato un saggio che ho trovato particolarmente interessante dal titolo La morte spiegata ai miei figli. Autore del libro è Roberto Fantini, docente di filosofia e storia in un liceo classico, impegnato nel campo dell’educazione ai diritti umani con Amnesty International.

Il saggio di Roberto Fantini è veramente un inno alla vita, pur trattando un argomento che a molti potrebbe dar fastidio. Abbiamo rivolto alcune domande al professor Fantini e lo ringraziamo per la disponibilità

Si dice che si scrive per amore o per paura della morte e tu, invece, pubblichi un libro su come spiegare la morte ai tuoi figli. Da dove nasce l’idea?
L’idea mi è nata dal desiderio di donare ai miei figli un piccolo scrigno di messaggi e di suggerimenti per poter affrontare, nel migliore dei modi, le esperienze che li attendono (spero colme di gioie e di insegnamenti, ma certo sempre imprevedibili). Purtroppo, nel cammino quotidiano, ci sono sempre poco tempo e poca voglia per fare discorsi “impegnativi”. Per cui, mi sono affidato alla parola scritta, per parlare loro della vita, ragionando sulla morte.

Come hanno preso i tuoi figli questo libro?
Direi che l’hanno presa bene! D’altra parte, si sono abbastanza rassegnati ad avere un papà un pò “strano”… E, dopo averlo letto, mi hanno detto una cosa bellissima: che si trattava di un libro che si poteva leggere anche in poche ore, ma che ti costringeva a parlarne per giornate intere!

Tu scrivi che se questo libro potrà far nascere pensieri di luce in qualche cuore, ti dirai felice: cosa ti aspetti?
Spero che possa aiutare tante persone  ad affrontare la vita con maggiore consapevolezza, maggiore attenzione, maggiore saggezza e maggiore capacità di amare. Spero, soprattutto, che possa comunicare al lettore sia fiducia  nel “qui ed ora”, sia nel “dopo e chissà dove”.

Qual è la parte che è stata più difficoltosa da scrivere?
Sicuramente il capitolo sulla “morte cerebrale” e sui trapianti di organi, un argomento su cui grava, nel nostro paese, un’ assurda forma di disinformante “pensiero unico”. Si tratta di questioni molto complesse che mi hanno obbligato ad un grosso lavoro di documentazione. Inoltre, non è stato facile riuscire a trovare l’impostazione stilistica e argomentativa adeguata per riuscire (spero con successo) a smascherare con linearità le false verità che ruotano intorno a queste problematiche.

Roberto Fantini lettore: cosa legge?
Ho passato una buona parte della mia vita a leggere e ad accumulare di tutto (o quasi). Ora, sono molto più selettivo e mi oriento soprattutto su studi relativi ai cosiddetti “grandi misteri” della storia contemporanea, dal caso Moro all’11 settembre 2001. Un’attenzione particolare, comunque, la rivolgo da sempre ad opere relative ai Diritti Umani, opere che mi servono per la mia attività di educatore-formatore all’interno di Amnesty International. Ti devo però confessare che, col passare degli anni, dedico sempre meno tempo alla lettura, per dedicarmi alla pittura, alla scrittura, alla contemplazzione del mio giardino e, quando posso, delle onde del mare…

Roberto Fantini
La morte spiegata ai miei figli
Sensibili alle foglie, 2010
ISBN 978-88-89883-36-5
pp. 128, euro 12,00




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.