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Posted martedì, 8 Febbraio 2011 by Francesco Tassiello in Zibaldone
 
 

Cosa vogliono gli uomini?


L’articolo dedicato alle donne ha suscitato alcune perplessità e qualche risentimento da parte degli uomini anche se non ci sono stati messaggi espliciti. In realtà, invece, è arrivata una lunga lettera da parte di una signora, che merita rispetto dell’anonimato, il cui contenuto può essere sintetizzato nel “Cosa vogliono gli uomini?”.

La signora di cui sopra ha confessato che si sente in parte responsabile della “fuga” di lui, per aver vissuto gli ultimi dieci anni di vita coniugale “da fratello e sorella”.

Questa è una condizione di vita coniugale che trovo con più frequenza di quanto io stesso nella mia professione avrei immaginato. Il Prof. Iannini dell’Università de L’Aquila definisce e spiega questa condizione di disagio, sintetizzandola nel titolo di un suo breve articolo: Il miglior afrodisiaco è la quantità, in cui, tra l’altro, leggiamo

“Più lo fai, più lo faresti: nel sesso le cose funzionano così… Quando i rapporti sono rari, la libido non si fa sentire. Se, invece, fai sesso almeno due volte la settimana, il desiderio rimane vivo e le prestazioni sono più soddisfacenti. I sistemi coinvolti nel sesso (vascolare, nervoso e ormonale) migliorano, infatti, con l’allenamento. Negli uomini sessualmente attivi, i livelli di testosterone, l’ormone che controlla il desiderio, sono più alti. Ma i benefici non riguardano solo il corpo: quando i rapporti sessuali sono frequenti e soddisfacenti, non si creano problemi psicologici che causano le defaillance saltuarie. L’ansia da prestazione, infatti, è più diffusa tra chi non ha una vita sessuale intensa”.

A questo proposito, più che ipotesi e consulenze sessuologiche utilizzo un raccontino dalla metafora pungente.

Una donna rientra a casa e trova il marito a letto con una bella e giovane ragazza.
“Porco schifoso” gli grida la donna, “Come hai potuto farmi questo, una moglie fedele, la madre dei tuoi figli! Ti lascio immediatamente, chiederò il divorzio!”.
E il marito:
“Ehi un momento, lascia che ti spieghi una cosa”.
“Va bene dice lei – tanto queste saranno le ultime parole che ascolto”.
Lui comincia:
“Stavo entrando in macchina per venire a casa quando si è avvicinata questa ragazza e mi ha chiesto un passaggio. Sembrava smarrita, impaurita e indifesa; mi ha fatto compassione, così l’ho fatta salire in auto . Ho notato che era molto magra, mal vestita e assai sporca. Mi ha detto che non mangiava da tre giorni! Così, preso dalla compassione, l’ho portata a casa e le ho scaldato gli involtini che avevo preparato per te ieri sera e che tu non hai mangiato per timore di metter su peso. Beh, li ha divorati in un istante! Visto che era sporca l’ho invitata a farsi una doccia e mentre era in bagno ho visto che i suoi abiti erano lerci e pieni di buchi: li ho buttati via. Dal momento che aveva bisogno di vestirsi, le ho dato i tuoi jeans di Armani di qualche anno fa, che tu non metti più perché ti sono diventati stretti. Le ho dato anche l’intimo che avevo comprato per il tuo compleanno, ma che non indossi perché dici che ho cattivo gusto. Le ho dato anche quella camicetta sexy che mia sorella ti ha regalato a Natale ma che non metti per farle un dispetto, e anche quegli stivali che avevi preso in quella costosa boutique ma che non portavi perché in ufficio una ne aveva un paio uguali…”
A questo punto l’uomo tira un lungo respiro e continua:
“Mi era così grata per la mia comprensione e aiuto che mentre l’accompagnavo alla porta, mi si è rivolta in lacrime e mi ha chiesto: “Non c’è qualcos’altro che tua moglie non usa più?”.

Per queste ed altre domande è disponibile questa rubrica a cui risponde il sessuologo dottor Francesco Tassiello 06.98.52.852 – 392.97.53.748
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Foto | Yuri Samoilov




Francesco Tassiello