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Posted domenica, 15 maggio 2011 by Graphe.it in Editoriale
 
 

I libri nelle case degli italiani


Come ogni anno, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino l’Istat ha pubblicato lo studio sullo stato della lettura in Italia. Tra i vari dati, uno è balzato ai nostri occhi: l’assenza di libri nelle case degli italiani. Si legge nel documento:

Nel 2010 il 90,1% delle famiglie dichiara di possedere libri in casa: il 62% ne possiede al massimo 100 (il 28,2% fino a 25, il 33,8% da 26 a 100 libri), il 12,2% da 101 a 200 e il 15,9% più di 200. Il 9,6% (pari a 2 milioni e 338 mila famiglie) dichiara di non possederne affatto. La regione con la percentuale più alta di famiglie che non possiedono in casa alcun libro è la Basilicata (20,5%), seguita da tutte le regioni del Sud, la Sicilia, l’Umbria e le Marche. All’opposto le regioni con la più bassa quota di famiglie che non possiedono libri in casa sono il Friuli-Venezia Giulia (3%), il Trentino-Alto Adige (3,4%), la Valle d’Aosta (4,5%), il Lazio (5,2%) e la Sardegna (5,6%).

È triste pensare che in diverse case dei nostri connazionali i libri non ci siano o siano molto pochi. Non per una sorta di romanticismo del libro, ma perché si vive la vita di tutti i giorni senza nemmeno vederli, i libri. Non dico leggerli, ma almeno vederli. I bambini magari crescono come geni del computer, ma non vedono libri in casa; gli adulti avranno case splendide e funzionali e, si sa, i libri prendono parecchia polvere; gli anziani forse passeranno molte ore dinanzi alla televisione. Non sarà certo un libro a far crescere meglio i bambini, a far essere più sereni gli adulti, a far sentire meno soli gli anziani. Ma anche l’assenza del libro è drammaticamente deleteria. Per tutti. Mica solo per gli editori e/o gli autori.

Foto | swiftmed




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)