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Posted lunedì, 13 Giugno 2011 by Susanna Trossero in Zibaldone
 
 

Europride 2011: alcune considerazioni


Sabato, 11 giugno, si è svolta a Roma l’importante manifestazione internazionale “Europride”. La celebrazione-raduno omosessuale nasce nel 1992 e, toccando ogni anno una diversa capitale europea, esprime pubblicamente un concetto di fierezza per ciò che si è, dimostrando pacificamente contro l’intolleranza e le discriminazioni.

Dopo dieci giorni di incontri, attività culturali, approfondimenti e spettacoli, l’evento è culminato con un corteo di colori e musica e con una sfilata di ben quaranta carri ironici e festosi (giudicati da taluni trasgressivi per via dei costumi o degli slogan provocatori) composti da persone appartenenti a varie regioni italiane. Tanta gente dunque si è unita qui nella Capitale (si parla di cinquecentomila persone) a sventolare bandiere di pace con i colori dell’arcobaleno, e Roma è a dir poco adatta a una simile manifestazione, con il Vaticano pronto a giudicare e condannare ma anche purtroppo ad influenzare, o con i politici che ancora qui bocciano leggi contro la violenza omofoba: quest’anno quale luogo migliore dunque della capitale di un paese arretratissimo in quanto a diritti civili?

Fra i tanti che durante la manifestazione si sono fatti portavoce del rispetto per l’orientamento sessuale, vi erano anche Paola Concia, Vladimir Luxuria, Renata Polverini, Paolo Patanè (presidente di Arcigay), Nichi Vendola, che ha ricordato pubblicamente che si stavano festeggiando le differenze, e Amnesty International, che ci ricorda che in ottanta paesi del mondo l’omosessualità è un crimine e in otto è addirittura è punita con la pena di morte! Tra i carri, anche il trenino delle “Famiglie Arcobaleno”, i cui passeggeri erano famiglie composte da due papà o due mamme con i loro figli, e lo slogan “È l’Amore che crea una famiglia”.

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Da Piazza dei Cinquecento al Circo Massimo, tutti uniti in questo evento internazionale in cui ancora si vuole vedere solo l’eccesso così come nei gay pride, senza comprendere che chi è stanco di bavagli, giudizi e atti incivili utilizza lo strumento della provocazione, per quanto sempre e comunque pacifica.

Al Circo Massimo, intorno alle 21,15, è apparsa sul palco la tanto attesa icona pop Lady Gaga che, dopo un discorso a favore dei diritti umani e contro l’omofobia (“I diritti umani sono diritti dei gay e i diritti dei gay sono diritti umani”) ha cantato due brani alla folla che si era radunata sotto il palco.

Guardate la gente, nelle foto, guardate e vi prego di vedere quanti sono: dov’è la minoranza che tanto si teme, dove la diversità? Eppure, questa grande folla di normalità vive ancora troppo spesso in situazioni di diffidenza e rifiuto, atteggiamenti che si ripercuotono sul lavoro, sulla scuola, sulla vita sociale o affettiva. Dov’è la civiltà in tutta questa arretratezza e in questa palese e ingiustificata limitazione di diritti umani?

 




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.