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Posted mercoledì, 10 Agosto 2011 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

10 agosto. Un classico di Giovanni Pascoli

X agosto (scritta anche 10 agosto) è una celebre poesia che Giovanni Pascoli (1855-1912) scrisse in memoria di suo padre Ruggero. L’uomo, infatti, morì proprio il 10 agosto 1867: venne ucciso in circostanze del tutto misteriose. La poesia venne pubblicata proprio in occasione dell’anniversario della morte del padre di Giovanni Pascoli: il componimento poetico, infatti, vide la luce su Il Marzocco il 9 agosto 1896 e poi trovò la sua sistemazione definitiva all’interno di Myricae, sezione Elegie.

10 agosto (X agosto) di Giovanni Pascoli

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché si gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra i spini;
ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono.

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

X agosto di Giovanni Pascoli è una poesia costituita da sei quartine di decasillabi e novenari dattilici e ha rime alternate secondo lo schema ABAB. Nel video in apertura di post possiamo ascoltare Vittorio Gassman che declama questa poesia.

Foto | Clarisse Meyer su Unsplash




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