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Posted 19 Agosto 2011 by Susanna Trossero in Punti di vista
 
 

Estate di macerie: reportage da un viaggio a L’Aquila

Estate di macerie: L'Aquila 2011

Un’estate di macerie: reportage di un viaggio a L’Aquila due anni dopo il terremoto

Estate, tempo di vacanze, di sole, di ferie, di viaggi e di relax. Chiudiamo la porta a doppia mandata e spranghiamo le finestre prima di partire, annaffiamo per bene le piante, svuotiamo il frigorifero, salutiamo i vicini e gli amici, occupiamoci dei nostri piccoli animali, un bel “chiuso per ferie” affisso alla saracinesca delle nostre attività… ecco, siamo pronti: si va.

Le mete sono tante, ogni luogo sconosciuto è fonte di sorprese, ma quest’anno il mio ferragosto è fatto di riflessioni amare che condivido con voi attraverso le immagini, perché questa volta le parole valgono poco, dunque poche ne userò.

Un’estate di macerie

Tante ne sono state dette a L’Aquila, mentre i volontari giunti da tutta Italia lavoravano sodo. Tante ne sono state sprecate dai nostri politici, con sorrisi di plastica davanti alle telecamere, mentre gli abitanti di questa povera città raccoglievano manciate di niente che un tempo erano tutto per loro.

Sono andata a vedere, in questa bella estate di stelle cadenti e cicale, due anni dopo il terribile sisma, la ricostruzione promessa, e ho trovato una città in ginocchio, silenziosa e in lutto tra i calcinacci e i fiori per le vittime. Ho camminato nel deserto delle vie abitate da qualche moscone e ancora presidiate dai militari, tra mura crollate, finestre aperte sul niente come bare decorate da tendine di pizzo ancora intatte, attività commerciali abbandonate. Le piante continuano a riprodursi tra le macerie, la vita che nasce dalla morte, e il fruscio prodotto dai nastri di divieto al vento rende tutto inquietante e lugubre.

Crepe, distruzione, avvallamenti sulla strada, tutta una vita ammassata accanto ai resti di una camera da letto, foto di ragazzi che da quel maledetto aprile sono solo un nome su una lapide. Pare un bombardamento appena avvenuto, di cui non si parla più. Perché l’importante è che gli edifici delle banche siano stati perfettamente ristrutturati, l’importante è che la chiesa sia agibile.

Sul resto mettiamo un Zona Rossa-Vietato l’Accesso e lasciamo che gli Aquilani non debbano più preoccuparsi di aprire il negozio alla mattina, o di sprangare le finestre in agosto, di chiudere bene le porte, di svuotate il frigorifero e di salutare vicini parenti e amici, o almeno quelli che gli sono rimasti.

Vi lascio alle immagini da me scattate in questo ferragosto 2011 e alla testimonianza di un giornalista aquilano, perché sappiate la verità su una ricostruzione mai avvenuta.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.