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Posted lunedì, 31 Ottobre 2011 by Luigi Milani in Mondolibri
 
 

Francesco Verso. Intervista all’autore de “La morte in diretta di Fernando Morales”


Francesco Verso è autore per eTales del racconto La morte in diretta di Fernando Morales, un racconto dal sapore vagamente surreale sul discusso tema della eutanasia, analizzato anche in relazione a sue possibili e inquietanti declinazioni commerciali. Oltre che valente scrittore, Francesco mostra di conoscere bene la situazione dell’editoria, oggi alle prese con mutamenti epocali, dall’ingresso in campo di nuovi e importanti soggetti, all’avvento di formati e tecnologie promettenti, ma spesso ancora tutte da esplorare.

Hai partecipato alla Fiera di Francoforte: qual è lo stato di salute del libro? È davvero così ammalato?
Le malattie spesso servono a rinforzare il sistema immunitario del paziente… in questo caso, l’oggetto libro sta attraversando una profonda fase di ridefinizione dei suoi contenuti; l’ipertestualità, l’ebook, nuovi player globali, come Amazon e Apple minacciano di trasformare radicalmente ogni aspetto dell’editoria. Io non ci vedo necessariamente un male, piuttosto può essere un’occasione per rinnovare il settore.

Eppure molti temono proprio un eventuale monopolio di Amazon…
Il rischio c’è, ma Amazon si propone come antagonista di un certo tipo di editoria, come Apple, d’altro canto. Bisognerà tenere gli occhi aperti, ma non mi schiererei per partito preso contro l’innovazione che Amazon sta introducendo solo perché è una novità. In fondo in Italia il mercato editoriale è fatto all’80% da soli tre player

A proposito di Amazon, come interpreti la notizia che pubblicherà, tra le prime proposte editoriali, autori SF?
Segno che il genere oltre confine riscuote il successo che da noi non ha. Segno che il futuro altrove incuriosisce più che spaventare. Non ti nascondo che sto facendo tradurre tutti i miei scritti in inglese…

Tu hai vinto il Premio Urania nel 2009, eppure so che non ti senti “solo” un autore di fantascienza…
In realtà definisco quello che scrivo Future Fiction, prendendo in prestito un termine coniato da Anthony Burgess nell’edizione inglese del Seme Inquieto – The Wanting Seed – per definire le sue opere, in quanto considero il futuro non solo nei suoi aspetti “scientifici”, intesi come discipline derivanti dalla matematica (la fisica, la chimica, l’astronomia) ma anche dall’economia, dall’ecologia, della sociologia, dalla filosofia…

La scarsa attenzione che parte della narrativa fantastica in Italia riceve dipende da approcci sbagliati da parte dell’editoria?
Non credo di saper rispondere a una domanda così complessa. Di certo da noi la scienza è considerata poco, mentre le discipline umanitarie lo sono molto di più. Non dimentichiamo che abbiamo fatto fortuna vendendo al mondo il verismo e il neorealismo, non il fantastico, anche se abbiamo autori di tutto rispetto anche nel genere. Senza considerare che i maestri anglosassoni o americani si rifanno spesso ai classici del fantastico di origine latina, greca e medioevale… Solo che loro sanno vendere meglio di noi!

Venendo a eTales, il tuo racconto affronta un tema molto impegnativo, l’eutanasia, utilizzando anche lo strumento della satira, vedi la rappresentazione “estremizzata” dell’ambiente televisivo: qual è stata la genesi di questo racconto?
L’idea mi è venuta ovviamente vedendo la TV. C’era un messaggio in sovraimpressione che recitava: “Se volete separarvi in diretta, chiamate questo numero”. Ho pensato che la cosa in futuro potesse estendersi anche alla morte. La società dello spettacolo fagocita ogni esperienza umana e la integra nel suo palinsesto…

Che tipo di scrittore sei? Tra istinto e ragione quale sponda ti attrae di più?
Entrambe: l’istinto serve a indicare la direzione, la ragione è utile ad aprirsi un sentiero, a volte a colpi di libri da studiare, altre di macete per editare.

So infatti che svolgi un grosso lavoro di ricerca prima di scrivere…
La ricerca è un elemento molto importante nella scrittura. E poi senza sapere cosa hanno scritto gli altri scrittori, come faccio a sapere cosa posso scrivere io?

A cosa stai lavorando adesso?
Ho appena finito di scrivere BloodBusters, una storia surreale e grottesca di tasse prelevate direttamente dal sangue dei contribuenti. Nei prossimi mesi riprenderò il testo de I Camminatori, un romanzo in cui un ruolo importante sarà svolto dalla nanotecnologia e dalla scomparsa del bisogno di cibo.




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.