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Posted 12 Novembre 2011 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

La Mappa degli spostamenti spaziotemporali di Battisti


Esce in ebook per Graphe.it il racconto La mappa è una contrazione di Sandro Battisti, ambizioso esperimento di connessione fra dimensioni temporali del presente, di un futuro postumano e dell’antichità romana.

Quali oscure connessioni legano il nostro presente e il futuro post cyberpunk di due tombaroli tecnologicizzati, a loro volta legati a doppio filo con Lucius e Gaio, due cittadini della Roma imperiale? Sono solo echi di una quotidianità vissuta da ognuno o c’è qualcosa di più? Sincretizzata da un simbolo, la visione del reale proposta da Sandro può culminare in un passato arcaico, talmente profondo da essere futuro.

È una visione che fonde i postulati più spericolati della fisica quantistica (ossia la possibile coesistenza di dimensioni spaziotemporali differenti) con le intuizioni dell’occulto che dall’800 hanno nutrito la narrativa gotica. In una parola, il cybergoth cui l’autore aveva intestato il suo precedente blog (oggi Hyperhouse). Ma anche una visione che sfida orgogliosamente le leggi della narrativa, dissolvendo nel nulla dell’infinito siderale che attrae lo sguardo estasiato dell’autore i fili narrativi legati alle vicende dei suoi personaggi: l’uomo che cammina nella Roma contemporanea, il suo antico antenato, i tombaroli futuristici, lasciandoci del tutto ignari di dove condurranno i loro cammini paralleli.

Una scelta che ha riacceso un dibattito già aperto fra me e Sandro, sullo scrivere narrativa tout court e le aspirazioni di sperimentazione che si pone il Connettivismo (di cui lui è uno dei fondatori, oltre che curatore della rivista NeXT e di diverse antologie): dare inizio a una narrazione e poi lasciare incompiute le vicende dei suoi protagonisti, perché del loro destino e delle loro vicende all’autore non importa nulla -essendo i personaggi stessi un mero pretesto per sondare dimensioni postumane dell’essere e della realtà – è una forma narrativa assolutamente nuova e protesa verso orizzonti a malapena intuibili, o solo un tradimento del classico ‘patto con il lettore’ che ogni scrittore stabilisce?

E voi, lettori, cosa ne pensate? Come metaforizza il dibattito lo stesso Sandro, siete “psichedelici” o “blues”?

Mario su posthuman.it




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