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Posted venerdì, 25 Novembre 2011 by Silvana Sonno in Punti di vista
 
 

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne


Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donneIl 25 novembre – giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne – è arrivato a ricordarci che un altro anno è passato, senza che il numero di femminicidi nel mondo sia diminuito o si sia fatta fronte comune per contrastarne l’avanzamento. Le donne continuano a morire, oltre che nel corpo nell’anima, davanti a scelte ritenute “necessarie”, che ne umiliano la volontà e le capacità anche nei paesi occidentali, dove la crisi economica fa esplodere tutte le contraddizione di una millantata emancipazione, alla luce di pretese “pari opportunità”.

La poesia che propongo, scritta da un uomo (e pertanto da qualcuno informato dei fatti) evidentemente non accecato dal rifiuto di vedere ed esprimere il perturbante annichilimento delle risorse femminili – sia pure senza avere il coraggio o la lucidità di trarne le dovute conclusioni – mi sembra dolorosamente appropriata, per raccontare tante storie tutte diverse e tutte uguali di ordinaria violenza di genere.

Margaret Fuller Slack

Sarei stata grande come George Eliot
ma il destino non volle.
Guardate il ritratto che mi fece Penniwit,
col mento appoggiato alla mano e gli occhi fondi —
e grigi e indaganti lontano.
Ma c’era il vecchio, l’eterno problema:
celibato, matrimonio o impudicizia?
Venne il ricco esercente John Slack,
con la promessa che avrei potuto scrivere a mio agio,
e io lo sposai, misi al mondo otto figli,
e non ebbi più tempo per scrivere.
Per me, comunque, era tutto finito
quando l’ago mi trafisse la mano
mentre lavavo i panni del bambino,
e morii di tetano, un’ironica morte.
Anime ambiziose, ascoltate,
il sesso è la rovina della vita!

Edgar Lee Masters (Antologia di Spoon River)

È curioso notare che la protagonista della poesia porta lo stesso nome della “madre della patria” di cui ho tracciato il profilo. Giornalista e scrittrice statunitense, oltre che patriota della nostra battaglia risorgimentale, Margaret Fuller – non sposata Slack – si è battuta in nome di una società e una cultura che consentisse alle donne di autodeterminarsi senza colpevoli rinunce, consapevole, per esperienza diretta, di quanto per le donne sesso, amore, lavoro, maternità, liberamente scelti e vissuti, fossero un traguardo ancora molto lontano.

Molto, molto lontano.




Silvana Sonno