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Posted 27 Gennaio 2012 by Graphe.it in Poesia e dintorni
 
 

Giornata della Memoria: El Male Ra’hamim

Dio Misericordioso nell’alto dei cieli
concedi il giusto riposo
sotto le ali della presenza divina
tra i santi e i puri
che brillano come lo splendore del firmamento
all’anima di questo tuo figlio
che è andato al suo mondo
per la carità ottenuta
per il ricordo della sua anima.
Che dunque il Signore di Misericordia
lo nasconda tra le Sue ali per sempre
e avvolga la sua anima nella vita eterna.
Dio sia la sua eredità,
e possa riposare in pace nella Sua protezione,
e diciamo: Amen.

Per tutte le anime
dei sei milioni di Ebrei
scomparsi nella Shoah d’Europa
uniti alla santificazione del Nome
uccisi, abbattuti, bruciati
per mano degli assassini tedeschi
e dei loro accoliti d’altri popoli
e tutta l’Assemblea prega
perché le loro anime siano elevate.
Che dunque il Signore di Misericordia
lo nasconda tra le Sue ali per sempre
e avvolga la sua anima nella vita eterna.
Dio sia la sua eredità
e possano riposare in Paradiso
e si attengano alla loro sorte fino alla fine dei giorni
e diciamo: Amen.

Ricorre oggi il sessantasettesimo anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Dimenticare la storia significa morire due volte.

La preghiera che abbiamo riportato è un’orazione funebre della tradizione ebraica: El Male Ra’hamim. La canta Shalom Katz, ebreo ungherese, catturato e deportato nel 1942. La sua esecuzione era stata messa in programma insieme a quella di altri milleseicento ebrei, ma ebbe il permesso di cantare questa preghiera funebre mentre ogni ebreo scavava la propria tomba. I tedeschi, impressionati dalla sua voce, lo separò dagli altri e lo fece cantare dinanzi agli ufficiali. Il giorno dopo, Shalom Katz riuscì a fuggire dal lager e fu l’unico che riuscì a salvarsi di tutti quei milleseicento ebrei.

Giornata della Memoria: El Male Ra'hamim

Giornata della Memoria: El Male Ra’hamim

Foto | Juan Antonio F. Segal




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)