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Posted martedì, 17 Luglio 2012 by Susanna Trossero in
 
 

Scrivere per la tv: che il cliffhanger sia con voi


Oggi parliamo di televisione, in special modo di fiction. In base al numero di episodi in cui una fiction si articola, abbiamo diversi formati con differenti caratteristiche:

  • i film per la tv. Sono singole storie che non prevedono alcun seguito e hanno dunque un inizio e una fine;
  • le collection. Si tratta di brevi raccolte di film tv (ognuno dei quali, come già detto si auto conclude) che sono accomunate da uno stesso filo conduttore che può essere rappresentato dal genere. Un esempio conosciuto è Nel segno del giallo;
  • le miniserie. Siamo in presenza di un numero limitato di puntate, al massimo dieci, collegate tra loro. La storia è una sola (quella su Rino Gaetano, per esempio), e si tratta di fiction, un modo di raccontare apprezzato da tutte le reti ma anche dal pubblico televisivo. Non si tratta tuttavia di un qualcosa di “moderno”: provate a pensare ai vecchi sceneggiati in bianco e nero, sviluppati in un massimo di sei puntate e quasi sempre tratti da romanzi classici, come I Promessi Sposi per citarne uno;
  • i serial quotidiani. E qui abbiamo la massima serializzazione: infinite puntate quotidiane, che si susseguono addirittura negli anni. Pensate che Beautiful ha superato le seimila puntate!

Una precisazione importante: c’è una differenza tra gli episodi e le puntate. Le puntate sono segmenti narrativi collegati tra loro, gli episodi invece sono autonomi, si auto concludono e sono indipendenti gli uni dagli altri.

I serial, a loro volta, possono essere soap opera (abbiamo parlato di Beautiful, soap per eccellenza) o telenovela:

  1. nelle telenovela il finale può essere previsto: si tratta di serial chiusi brevi (quattordici o ventisei puntate) oppure di serial chiusi lunghi (centocinquanta/duecento puntate), ma sempre con una conclusione, un asse narrativo principale;
  2. le soap opera invece sono definite serial aperti poiché al contrario il finale non c’è, e tutto procede in base al gradimento del pubblico: un personaggio non piace? Morirà. Non abbiamo una vicenda soltanto, non un epilogo, ma più storie e personaggi si intrecciano e tutto si modifica continuamente: conflitti risolti, nuovi colpi di scena, nuove situazioni e differenti linee di racconto.

Entrambe hanno tuttavia una caratteristica in comune, sulla quale si basa il successo che ottengono: la capacità di agganciare gli spettatori alla storia. È il cosiddetto cliffhanger, il “gancio narrativo: chi ha ucciso Laura Palmer? Ogni puntata si interrompe sul più bello, lasciando in sospeso quel qualcosa della storia che il telespettatore vuole assolutamente conoscere. Ed eccolo là, davanti alla tv alla puntata successiva!

E noi, alla prossima puntata, approfondiremo la struttura di queste stesure e parleremo delle serie televisive, dandovi un quadro completo delle possibilità che la tv vi offre, di raccontare una storia.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.