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Posted venerdì, 20 Luglio 2012 by Roberto Russo in Zibaldone
 
 

Petauro dello zucchero: conosciamo meglio questo delizioso marsupiale


Il petauro dello zucchero è uno degli amici di GraphoMania. Come ricorderanno le lettrici e i lettori più attenti, infatti, qualche tempo fa la nostra amica Rita ha scritto su queste pagine un simpatico testo sul petauro dello zucchero come compagno ideale di vita. Scriveva Rita, tra le altre cose:

Mi ero già fatta il film: lui, il petauro che mi accompagnava in ufficio, stava con me sulla scrivania; ogni tanto, essendo “volante”, spiccava il volo e si spiaccicava tra le lenti degli occhiali della collega, magari rilasciandole sulla maglietta la cena della sera prima. Bellissimo! Era lui il mio compagno di vita e già lo amavo.

Ma come stanno veramente le cose con il petauro dello zucchero? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Groppelli, esperto di questi deliziosi marsupiali.

Cominciamo dal nome: perché si chiama petauro dello zucchero?
Il nome deriva dal fatto che d’inverno si ciba della linfa di alcuni alberi dolci. In primavera ed estate si nutre di insetti e frutta, ma d’inverno s’ingegna spaccando la corteccia di alcuni alberi e nutrendosi della linfa che vi scorre.

Petauro dello zuccheroIl petauro dello zucchero può essere considerato un animale domestico alla stregua di cani, gatti, criceti e conigli?
L’argomento è ampio: secondo i puristi non può essere considerato un animale domestico ma esotico. Negli ultimi anni, comunque, si sta diffondendo in molte case italiane e questo contribuisce a normare la situazione. Va detto che non può essere considerato un pet come criceti e conigli perché, oltre ad aver bisogno di cure particolari, ha necessità specifiche. Per esempio: non esiste in commercio un mangime specifico per il petauro dello zucchero che da un lato è meglio perché così lo si nutre con ingredienti freschi e scelti appositamente, dall’altro però testimonia di come non sia ancora ritenuto un pet come altri.

A vedersi il petauro dello zucchero è molto carino: questo lo rende un pet adatto anche ai bambini?
Il petauro dello zucchero non è adatto ai bambini (come molti altri pet, del resto) per un motivo molto semplice, tra gli altri: essendo arboricolo per indole cerca di stare aggrappato a qualcosa o a qualcuno, anche in cattività. Gli piace molto stare sulle spalle e poi, magari, saltare su un altro appiglio. Il petauro dello zucchero non ama camminare a terra e questo lo rende ingestibile per dei bambini. Inoltre si tenga presente che al petauro dello zucchero piace essere accarezzato e maneggiato (se educato) ma in modo diverso rispetto ai classici animali domestici: essendo un animale arboricolo ha un modo diverso di approcciarsi rispetto ai comuni pet quindi è adatto a un pubblico adulto, paziente e appassionato, in grado di capirlo…

Petauro dello zucchero, in inglese Sugar GliderPer pura curiosità, quanto costa un petauro dello zucchero?
Non c’è un vero e proprio valore di mercato per questi marsupiali, dal momento che non sono ancora molto diffusi. Il prezzo medio praticato dagli allevatori, comunque, è tra i 100 e i 150 euro. Ci tengo a ribadire, però, quello che accennavo prima: il petauro dello zucchero non è un animale adatto a tutti. Necessita di spazi, di un’alimentazione specifica e di altre attenzioni. Si consideri, poi, che è un animali di gruppo per cui bisogna averne almeno due esemplari: da soli i petauri dello zucchero vivono poco tempo…

Ci racconti qualche curiosità sui petauri?
Sono dodici anni che allevo questi marsupiali e sono stato spinto ad approfondirne la conoscenza per via della mia passione per gli animali e per la loro indole pacifica. Una caratteristica che me li rende particolarmente affascinanti è che sono dei marsupiali e vedere il piccolo che entra nel marsupio della mamma e cresce piano piano è una bellissima esperienza. Inoltre sia nelle zampe anteriori che in quelle posteriori hanno il quinto dito opponibile e quindi hanno delle mani simili alle nostre: è curioso vedere come afferrano il cibo tra le zampette quando mangiano!

Se qualche nostra lettrice o lettore volesse approfondire la conoscenza del petauro dello zucchero come può fare?
C’è prima di tutto il sito che ho creato – Il petauro dello zucchero – online dal 2004 e primo sito italiano interamente dedicato a questi animali. Il sito è diventato un punto di riferimento per tutti gli amanti del petauro dello zucchero anche grazie ai ragazzi dello staff che mi aiutano da diversi anni a rispondere sul forum e a tener aggiornato il sito con la stessa mia passione ed esperienza. Ho poi scritto un libro dal titolo Il petauro dello zucchero. Un marsupiale per amico, pubblicato dalle Edizioni Wild. Infine ho realizzato una app – compatibile con iPhone, iPod touch e iPad.Richiede l’iOS 4.3 o successive – dedicata al petauro dello zucchero: si chiama PDZ ed è scaricabile gratuitamente su iTunes.

Foto | sirgabe – GarrettTT – merfam




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.