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Posted 31 Luglio 2012 by Natale Fioretto in Premi letterari
 
 

L’Europa, la moneta unica e José Saramago


Ogni giorno i mezzi di informazione ci mettono dinanzi agli occhi la drammatica situazione di un’Europa animata e assediata dallo spread, dalle necessità della BCE e dai consigli del Fondo Monetario Internazionale. Un continente che affida alla finanza l’unico auspicio di unità, come se non fosse abbastanza chiaro a tutti che, nel corso della storia, soldi e ricchezza hanno portato divisione e non unione. Far ruotare tutto un continente, vasto sia geograficamente ma, soprattutto culturalmente, attorno a una moneta non è, forse, una delle scelte più oculate che si potessero compiere. A tal proposito è illuminante rileggere una riflessione di José Saramago.

Nel 1996, cioè due anni prima che gli venisse conferito il Nobel, José Saramago chiacchierando con il giornalista e amico Armando Baptista-Bastos di molti aspetti della cultura, alla sul concetto politico di centro, così risponde:

Un’immagine di centro è la stessa Europa. Politicamente è al centro e solo questo rende possibile che, in Europa, possano convivere governi di distinti colori politici, che in passato sarebbero stati collocati nel ventaglio partitico a sinistra, al centro e a destra. Si sono avvicinati tutti.

La sinistra, propriamente detta, si è molto ridotta e bisogna porsi la domanda su come si ricostruirà.

Quello che secondo me è molto chiaro è che la sinistra non si (ri)costruirà con i partiti socialisti di oggi. La sinistra deve costruirsi in un altro modo, perché i partiti comunisti, quelli che si conservano come tali, soffrono, in molti casi, di una eccessiva presenza del passato.

Quello che difendo è che, anche se condizionati, è preferibile che si mantengano come sono. Con tutta la negatività di un passato che non è stato riesaminato ma che continua ad avere voce come qualcosa di utile ancora oggi. Perché, se si lasciassero trascinare da questa specie di attrazione verso il centro, lo stesso succederebbe in Europa, ossia, oggi è rigorosamente indifferente che i diversi partiti, nei governi dei diversi Paesi, siano in un punto qualunque del cosiddetto ventaglio, perché là coabitano conservatori, socialdemocratici, socialisti. Possono persino arrivare a coabitare con i neofascisti, perché, in questo momento, per l’Europa l’ideologia non ha alcuna importanza. L’Europa è centrata su Bruxelles, su Berlino o su Strasburgo.

Agli occhi di Saramago l’Europa appare centrata e concentrata sui gangli economici del continente, dimentica della forza propulsiva e propositiva dell’ideologia. Affermazione forte ma, forse, tremendamente vera.


La traduzione del passo di Saramago è dello scrivente che l’ha pubblicata all’interno degli Annali dell’Università per Stranieri di Perugia editi da Le Monnier (Nuova serie, anno VIII, 2000, 27, pagine 183-217) con il titolo “Quasi un ritratto di Baptista-Bastos”. L’opera originale di Baptista-Bastos – più ampia e composta da tre parti L’isola ardente, Conversazione a Lanzarote, La mano felice – è disponibile per il mercato italiano per i tipi de L’asino d’oro, con il titolo José Saramago. Un ritratto appassionato (premessa di Pilar del Río e traduzione di Daniele Petruccioli).




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.