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Posted giovedì, 9 agosto 2012 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno, di Vito Bruschini

Vito Bruschini, Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno

Vito Bruschini, Vallanzasca. Il romanzo non autorizzato del nemico pubblico numero uno

Moncada, chiuso nel suo ufficio al terzo piano di via Fatebenefratelli, trascorreva le ultime ore della giornata ad analizzare i rapporti di alcuni episodi criminosi accaduti negli ultimi mesi. I fatti riguardavano la bomba esplosa il 25 aprile del 1968 nello stand della Fiat alla fiera campionaria di Milano provocando 6 feriti. Era stata fatta esplodere dopo l’orario di chiusura, per scopo soltanto dimostrativo. Ma una seconda bomba, trovata inesplosa quello stesso giorno alla stazione Centrale, stava a comprovare una strategia ben articolata. Circa un mese dopo, era pervenuto in Questura, spedito da Scotland Yard, il rapporto di un agente segreto greco che faceva riferimento alle due bombe del 25 aprile.

Il documento top secret, destinato al premier greco Georgios Papadopoulos, responsabile del colpo di stato che due anni prima aveva fatto salire al potere la cosiddetta “giunta dei colonnelli”, era stato intercettato da alcuni membri della resistenza greca. Questi lo avevano girato a un giornalista inglese dell’Observer con la preghiera di diffonderlo alle agenzie di stampa italiane. Ma il giornalista aveva deciso di inoltrarlo a un amico detective di Scotland Yard che a sua volta l’aveva inviato alla Questura milanese. Il testo del documento faceva riferimento a un contatto tra la giunta militare greca e alcuni ufficiali dell’esercito italiano. Inoltre si dilungava nella descrizione di iniziative che potevano essere prese dalle autorità italiane contro il dilagare del comunismo. Il documento concludeva con queste parole: «Le azioni non sono potute avvenire prima del 20 aprile, com’era stato concordato. La modifica dei nostri piani è stata necessaria per il fatto che un contrattempo ha reso difficile l’accesso al padiglione Fiat. Comunque le due azioni hanno avuto ugualmente un notevole effetto».

Moncada aprì un’altra cartella azzurra su cui era scritto con una penna a biro: “Banca dell’Agricoltura”. Studiò il carteggio. La data riportata era il 12 dicembre 1969. “Questa bomba sì che ha avuto un notevole effetto”, pensò contemplando le copie delle foto e i cadaveri anneriti dall’esplosione. Chiuse anche quel rapporto e aprì un’altra cartellina. Sul frontespizio c’era segnato il nome di una città: Reggio Calabria. Sotto il nome, tra parentesi, era riportata una data: 14 luglio 1970 e un nome: Ciccio Franco.

Ciccio Franco era un sindacalista che aveva capeggiato la rivolta popolare di Reggio al grido di “Boia chi molla”. Il pretesto era stato la mancata concessione di spostare nella città il nuovo governo regionale. La scelta definitiva, stabilita a Roma dai deputati della regione, era caduta su Catanzaro. Reggio era una delle città più povere d’Italia e portare lì l’amministrazione regionale avrebbe significato posti di lavoro per molti cittadini. La popolazione dimostrò il proprio malcontento con scioperi e manifestazioni che furono manovrati ad arte dai gruppi fascisti di Ciccio Franco.

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Il libro (dal sito della casa editrice): Negli anni Settanta Milano è sotto il fuoco incrociato del clan dei marsigliesi, della banda di Francis Turatello e del gruppo di Renato Vallanzasca. Rapine, estorsioni, sequestri sono all’ordine del giorno. Questo è ciò che si legge sui giornali. Ma non viene raccontato il lato oscuro degli intrecci criminali con la mafia siciliana, i poteri dello Stato, i servizi segreti, la nuova camorra, la grande massoneria, il terrorismo nero e rosso. In questo scenario di violenza, misteri e delitti si muove Renatino, l’affascinante e feroce capo della banda della Comasina. Dall’altro lato della barricata, il vicecommissario della Squadra Mobile di Milano, Moncada, tenterà di rimettere al loro posto le tessere del mosaico, dare un nome ai personaggi che hanno manovrato per un decennio le istituzioni e tenuto sotto scacco la nostra democrazia. Vallanzasca è la storia di un bambino curioso, brillante e amante degli animali, che si trasformerà nel nemico pubblico numero uno, a capo della banda più violenta degli anni Settanta. E, allo stesso tempo, è la storia del suo inquisitore, un fedele tutore dell’ordine che nonostante tutto si batte per la supremazia della Giustizia. Due destini esemplari, condannati a incrociarsi.




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