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Posted martedì, 21 Agosto 2012 by Antonella Serrenti in Racconti e testi
 
 

Diario di un’attempata ragazza: tradimenti


Tutto si può dire su mia madre, ma non che fosse una donna comprensiva o malleabile. Però mi lasciò andare. La sua approvazione di donna giammai elastica nell’educazione dei figli, non fu di certo dettata da rispetto per le mie scelte; i suoi occhi, raramente sorridenti e quasi sempre cupi, erano lo specchio del suo carattere volubile: ho passato la vita a inseguirla e lei a sfuggirmi. Anche andando indietro di anni, fino all’infanzia, non ricordo un suo bacio, né il profumo di un suo abbraccio. Era una donna senza fisicità. Ricordo invece l’intensità dei suoi schiaffi e la durezza delle sue parole. Fin da piccola ho pensato, e lo penso ancora, che Dio avrebbe dovuto munirci di palpebre anche per le orecchie: quante ansie mi sarei risparmiata! Nondimeno, quello fu il suo primo sì della mia vita (ne ricordo ben due!) messo al mondo dal senso di liberazione: il fardello di tre figli era pesante da portare e con una zavorra in meno sentiva di certo di poter respirare meglio nella sua lotta costante tra fornelli, panni da stirare, preoccupazioni di vario genere.

Mamma…! Perché ho dovuto vivere tutta la vita in uno stato di emotività intensa solo per il desiderio di piacerti, e non ho mai capito come qualcosa di così semplice come l’Amore, sia stata per te così difficile?

Il rifiuto di mio padre fu invece dettato quasi dall’indignazione. Sua figlia, pallida e smunta, non poteva né doveva uscire di casa per faticare altrove, non vi era la necessità economica (un piatto di minestra c’era per tutti) e neppure era ammissibile per ragioni morali (una ragazza sola in continente). Un tradimento, ecco cos’era.

Io dovevo uscire da quella porta con un abito bianco, a raggiungere colui che avrebbe pensato a me così come mio padre aveva fatto con mia madre, e forse i nonni e gli altri ancora prima di lui. Orme su orme.

Amavo mio padre. Mai lo avrei tradito ma è la vita che ci induce a farlo e io avevo piedi scalpitanti, zoccoli da giumenta ribelle impossibile da ferrare. E la giornata in cui decisi di deluderlo profumava di libertà e di agrumi al sole. Anche oggi, il profumo è simile. La crema che mi accarezza il corpo è un’emulsione di olio di mandorle e burro di cacao, una intensa fragranza orientaleggiante di patchouli, esplosiva arancia e lemongrass. Cospargersi di questa crema è come dire grazie alla vita.

Anche lui ha tradito me ammalandosi. Un tradimento inaccettabile. Potrei non perdonarlo mai per questo.

Il tradimento è insito della natura umana, o è solo fedeltà alla propria coscienza, ma tu papà hai tradito il mio desiderio di averti sempre con me.

Anna


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Foto | The Shopping Sherpa




Antonella Serrenti