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Posted venerdì, 24 Agosto 2012 by Mariantonietta Barbara in Punti di vista
 
 

Lo stupro di Torpignattara e le regole del giornalismo


Il giornalista Nino Cirillo e il suo articolo sullo stupro di Torpignattara (Roma), pubblicato su Il Messaggero, stanno facendo discutere in rete. Nel raccontare la vicenda, Cirillo delinea dapprima la storia della vittima: una donna con un’esistenza randagia, con tre figli avuti da due uomini, che commette l’errore di uscire di casa durante

una stupida lite, mossa da una stupida gelosia, con l’uomo che da qualche tempo la ospitava.

Leggendo la lunga descrizione dell’accaduto si ha l’irritante percezione che la donna quella violenza se la sia cercata. È sentimentalmente instabile, non ha un lavoro, si permette di litigare con chi la ospita.

Se frequentassi ancora il corso di giornalismo, questo pezzo ce lo presenterebbero come un esempio di come non si scrive un articolo.

Certo, non esistono giornalisti imparziali e non esistono testi imparziali. Un aggettivo, una virgola, anche senza commenti espliciti, fanno trapelare il nostro punto di vista sulla vicenda. Proprio per questo un giornalista di mestiere (come anche un blogger) deve saper separare l’opinionista che è in lui, e che sfugge spesso a ogni controllo, dal professionista dell’informazione.

Anche un editore, un capo redattore devono avere ben presenti certe regole e intervenire in casi come questi. Anche sui social network, che raccontano e coinvolgono velocemente centinaia di utenti. Perché qui ci sono in gioco: deontologia, professionalità e la dignità di una vittima di stupro che non può essere considerata colpevole della violenza subita.

La vicenda ha ovviamente risvolti più ampi: da tempo si discute sui termini inappropriati che i giornalisti usano per descrivere alcuni crimini. Gli uomini che uccidono le donne lo fanno per gelosia, chi evade le tasse è un furbetto, una donna violentata è in pratica una che avrebbe fatto meglio a starsene a casa. Centinaia di articoli impostati in questo modo e il cattivo giornalismo diventa possibilità di influenzare o consolidare una certa opinione pubblica.

Se volete seguire la vicenda, trovate i commenti su Twitter sotto l’hashtag #ilmessaggerochiedascusa. Per articoli sulla vicenda, per leggere la sconcertante risposta data dal giornalista in questione, potete fare riferimento al blog Donne Viola e a Comunicazione di genere, che per primo ha segnalato l’articolo.

Foto | evil nickname




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.