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Posted 30 Agosto 2012 by Mariantonietta Barbara in Punti di vista
 
 

Strasburgo e la legge 40 sulla fecondazione assistita, due domande a Eleonora Mazzoni


La corte di Strasburgo si è pronunciata sull’Italia e sulla legge 40. Abbiamo chiesto un’opinione sulla sentenza a Eleonora Mazzoni, autrice de Le difettose, romanzo sulla maternità e sulla fecondazione artificiale, pubblicato quest’anno da Einaudi e giunto già alla seconda edizione. Se ve la siete persa, trovate un’interessante intervista all’autrice proprio qui su GraphoMania.

Come sapete, la Corte europea dei diritti umani di Strasburgo ha condannato

lo Stato italiano a pagare 15mila euro per danni morali e 2.500 per le spese legali per la violazione del diritto al rispetto per la vita privata e familiare della coppia italiana. Nella sentenza, i magistrati hanno sottolineato “l’incoerenza del sistema legislativo italiano che da una parte priva i richiedenti dell’accesso alla diagnosi genetica preimpianto, e dall’altra li autorizza a effettuare un’interruzione di gravidanza terapeutica quando il feto e’ affetto da questa stessa patologia”.

Eleonora Mazzoni, Le difettosePer noi comuni mortali, si tratta della scoperta dell’acqua calda. Però è un importante passo avanti, che forse costringerà i politici italiani a rivedere le leggi in materia. Noi di Graphomania ci chiedevamo cosa ne pensate tu e Carla, la protagonista di Le difettose
Io penso che parlare di “diritto al rispetto per la vita privata e familiare” sia un enorme passo in avanti. A una nazione come la nostra (in cui la laicità è costantemente minacciata) è importante ricordare che “lo Stato non può intervenire nella vita privata delle persone”. Tanto più che ormai tra precetti, leggi, norme, regole, dottrine e sensibilità dei singoli (anche dei cattolici praticanti) c’è uno scollamento totale. Sono sicura che se si facesse un sondaggio: “Mettereste al mondo un figlio molto malato e destinato dopo pochissimi anni di vita a morire, se la scienza vi desse la possibilità di poterlo evitare?”, i sì sarebbero meno di quanto potremmo immaginare.

Carla, la protagonista del tuo romanzo, come risponderebbe?
Carla risponderebbe come nel romanzo risponde alla dottoressa Morosini: «È strana tanta attenzione a tutelare un inizio di vita, diciamo ancora virtuale, quando c’è una legge che liberalizza l’aborto, – cerco di reprimere il dispetto, facendo montare le parole come albumi a neve. – Mi sembra la stortura di un’Italia cattolica che però non fa piú figli o li fa molto tardi».

Foto | gniliep




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.