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Il secolo breve 1914-1991, di Eric J. Hobsbawm

 
Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve 1914-1991
Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve 1914-1991
Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve 1914-1991

 
Scheda del libro
 

Autore: Eric J. Hobsbawm (traduzione di Brunello Lotti)
 
Titolo: Il secolo breve 1914-1991
 
Casa editrice: BUR
 
Anno: 1996
 
ISBN: 9788817071352
 
Pagine: 710
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Uno dei testi più oggettivi sulla storia moderna

Aspetti negativi


Purtroppo l'autore è morto


In sintesi

Il secolo breve 1914-1991 è un saggio storico di Eric J. Hobsbawm, uno dei testi fondamentali per capire il XX secolo e i nostri giorni

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Posted mercoledì, 5 Settembre 2012 by

 
La nostra recensione
 
 

Eric J. Hobsbawm, Il secolo breve 1914-1991I fatti di cronaca, prevalentemente estera, riescono a passare inosservati o a colpirci dritti al cuore, a seconda, spesso, della rilevanza concessa dai media. Eppure ogni singolo atto di violenza, guerra o rivoluzione, difficilmente ha uno sviluppo nel qui e ora; spesso immerge le proprie radici nel passato recente, quello stesso passato ignorato a scuola ma contemporaneamente così vicino alle nostre vite da riuscire oggi a cambiarle inesorabilmente. Tali cambiamenti appaiono forti, evidenti, quando i morti diventano ignorabili, ma oltre alle conseguenze umane, da non sottovalutare, altri fatti sono da sempre talmente parte della nostra realtà da insinuarsi in meccanismi ben più complessi, come a esempio l’economia.

A scuola il secolo breve viene spesso ignorato, per tempo, capacità, poca importanza; sicuramente veniva ignorato durante i miei anni di scolastici – vanto trentaquattro primavere – per questo consiglio a chi non desidera nascondersi dietro all’ignoranza (ignorante è colui che ignora e fidatevi io ignoro davvero molto), a chi legge i quotidiani e spesso si chiede come si è potuto arrivare a questo punto, una attenta lettura de Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm.

Il secolo breve è un mattone, uno di quei libri che per mole spaventa, ma assicuro che, nonostante la quantità immensa di pagine, leggerlo è un piacere. La parentesi storica presa in esame parte dal 1914, prima guerra mondiale, e termina nel 1991.

Nessuno può descrivere la storia del ventesimo secolo allo stesso modo in cui scriverebbe la storia di qualunque altra epoca, se non altro perché non si può raccontare l’età della propria vita allo stesso modo in cui si può (e si deve) scrivere la storia di periodi conosciuti solo dall’esterno, di seconda o terza mano, attraverso fonti dell’epoca o le opere degli storici successivi. […] Quando lo storico del nostro secolo si avvicina a trattare l’attualità, diventa sempre più dipendente da due generi di fonti: da un lato la stampa quotidiana e periodica, dall’altro le relazioni periodiche, le rassegne economiche e di altro tipo, le compilazioni statistiche e le pubblicazioni di vario genere edite dai governi dei vari paesi e dalle istituzioni internazionali.

Sebbene la stessa prefazione dell’autore metta in guardia il lettore verso opinioni troppo personali e poco oggettive, Il secolo breve riesce, a mio avviso, a raccontare l’era forse tra le più complesse dell’umanità, costruendo un intreccio ineguagliabile, portando la logica dal 28 giugno 1914, assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinandofino, alla fine dell’Unione Sovietica.

Più specificamente, la Grande crisi [1929, ndr] costrinse i governi occidentali a dare priorità alle considerazioni sociali rispetto a quelle economiche nei loro indirizzi politici. I pericoli in caso contrario – radicalizzazione della sinistra e, come dimostravamo la Germania e altri paesi, della destra – erano troppo minacciosi.

Pertanto i governi non protessero più l’agricoltura soltanto attraverso tariffe doganali contro la concorrenza straniera, benché, laddove questa politica era stata già attuata in precedenza, le tariffe doganali vennero rese ancora più alte. Durante la Depressione, i governi iniziarono a sostenere l’agricoltura fissando i prezzi, acquistando le eccedenze o pagando gli agricoltori perché non producessero, come accadde negli USA dopo il 1933.




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.


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