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Posted 10 Settembre 2012 by Anna Fogarolo in Mondolibri
 
 

Il diritto di saltare le pagine: meno vergogna e maggiore orgoglio letterario

Il diritto di saltare le pagine

Il diritto di saltare le pagine

Il diritto di saltare le pagine si posiziona al secondo posto nei famosissimi diritti imprescrittibili del lettore di Daniel Pennac; al primo regna incontrastato il diritto di non leggere. Il diritto di saltare le pagine è un vanto spesso ripreso da Rogelio Guedea: pare però che in molti considerano la faccenda un’azione da celare, come se saltare le pagine di un libro sia equiparabile all’ignoranza, o alla leggerezza. Certo, molto dipende dalla scelta del libro: se si tratta di un romanzo rosa è probabile che i più abbiano da ridire sul solo fatto che tu, ignaro lettore, ti sia abbassato a tanto; se invece si tratta di un testo dei grandi della letteratura internazionale allora apriti cielo! Hai saltato tutti i capitoli sulla guerra di Guerra e pace? Delitto! Hai letto a singhiozzo I promessi sposi? Ah orrendo scempio!

Ebbene, a mio avviso saltare le pagine di un libro, che evidentemente non sta appassionando per nulla il lettore ben disposto, non solo è legittima sopravvivenza ma anche un’arte di pochi, da coltivare, apprezzare e condividere. Capire quali pagine leggere e quali tralasciare senza perdere il filo logico della narrazione è un complicato gioco razionale, tanto complicato che i non allenati rischiano di non comprendere la storia, e, inevitabilmente, abbandonano il libro, altro diritto imprescindibile.

Giudicare chi salta le pagine o chi semplicemente abbandona a pagina dieci per impossibilità, è, a mio avviso, un’azione da valutare attentamente: si rischia di etichettare come cattivo lettore una persona che legge – e questo già dovrebbe portare complimenti, non certo giudizi negativi – e cerca di scegliere cosa è interessante o meno per lui/lei.

Saper scegliere un buon libro è difficile, scegliere le pagine migliori di un singolo libro e consigliare le stesse è davvero un’azione di cui andare fieri. Pensate: un giorno potreste incontrare una persona che vi dona un libro con un post-it:  “Da prendere in seria considerazione le pagine da…  a…”. Che enorme aiuto e consiglio!

Personalmente mi capita spesso, salto molte pagine di alcuni libri, a volte perché il poco tempo a disposizione mi impone di raggiungere in brevi attimi le nozioni che mi interessano, altre, e qui lo ammetto con orgoglio, per noia. Una noia non totale, altrimenti semplicemente mi arrancherei a pagina dieci come già detto, ma una sorta di assopimento che non mi concede altra soluzione se non saltare infinite pagine di descrizioni, o fatti a mio avviso poco rilevanti per comprendere la storia.

Giusto o sbagliato? Mi appello al secondo diritto imprescrittibili del lettore.

Foto | Pedro Ribeiro Simões




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.