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Posted 15 Settembre 2012 by Graphe.it in Mondolibri
 
 

Io non voglio leggere i libri, voglio vivere!


È Panda, una delle protagoniste di Festa d’estate di Remco Campert, a pronunciare la frase che dà il titolo al nostro post. La ragazza sta discutendo di libri e vita vera con un’addetta alla pulizia di una toilette pubblica. Il dialogo è a tratti surreale. Ne riportiamo alcuni stralci.

“A cosa sta lavorando?”, domandò Panda.

“È una storia lunga, una storia fantastica”.

“Allora non la cominci neppure” disse Panda. “Non posso soffrire i racconti fantastici. Favole, sogni, fantascemenze, non me ne faccio proprio niente”.

“Perché mai?”.

“La vita quotidiana è già abbastanza fantastica”.

“Ragazza mia” disse l’addetta sgomenta alzando le mani verso il soffitto “da dove ti vengono queste sciocchezze! Adesso dirai anche che la realtà è più fantastica di un roman-zoo”.

“Più viva di sicuro”.

“Anche su questo avrei da obiettare. A ogni modo, hai ancora moto da imparare, figlia mia”.

“E invece ho ragione” continuò Panda. “Forse mi esprimo in modo poco felice, ma ho ragione. Se le dico che fuori ci sono tre uomini che mi aspettano e che mezz’ora da neanche conoscevo, che subito dopo ho conosciuto due stranieri a cui interessavo e che con mio grande dispiacere ho dovuto lasciar andare per la loro strada, be’ a leggerlo in un libro non ci si crederebbe, e invece è così”.

“Di sporcaccioni ce n’è ovunque” disse l’addetta alla toilette “anche nei libri. E poi, cosa c’è di tanto bello nella realtà?”.

“Non parlo di bello o non bello” rispose Panda. “Ho detto che la realtà è più viva. Io non voglia leggere i libri, voglio vivere”.

Tutte e due le donne hanno ragione. L’adolescente Panda è ansiosa di vivere e non vuole perdere tempo con qualcosa che la vita la racconta solamente; l’adulta addetta alla toilette ha una maggiore esperienza di vita e sa che i libri, spesso, riflettono la quotidianità e sono un utile mezzo per affrontare la vita stessa.

Due posizioni contrapposte e complementari al tempo stesso; due punti di vista che forse hanno fatto (o fanno) capolino anche nelle nostre teste in alcuni momenti.

I libri devono raccontare la vita o immaginarla?

Leggere significa vivere di meno o vivere più pienamente?

Voi volete leggere i libri o volete vivere? E, soprattutto, le due cose si escludono a vicenda?

Foto | QuinnDombrowski




Graphe.it

 
“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)