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Posted 15 Settembre 2012 by Roberto Russo in Poesia e dintorni
 
 

Roberto Roversi, poeta “geloso” della sua poesia, è morto


Il poeta Roberto Roversi è morto ieri, nella Bologna che l’aveva visto nascere nel 1923. Roversi è stato uno scrittore e un poeta molto particolare: geloso della propria scrittura, infatti, a metà degli anni Sessanta smise di pubblicare con grandi editori e diffuse i suoi testi in edizioni fuori commercio, come foglie fotocopiati distribuiti liberamente e collaborando con riviste autogestite. Questo stile di vita lo ritroviamo anche nelle sue ultime volontà: Roberto Roversi non avrà alcuna cerimonia – né pubblica né privata –, non avrà commemorazione e nemmeno camera ardente.

Dopo aver partecipato alla resistenza in Piemonte, Roberto Roversi si dedicò alla letteratura, diventando fondatore e animatore, insieme a Leonetti e Pasolini, della rivista Officina e, in seguito redattore di Rendiconti e direttore di Lotta Continua.

Insieme a sua moglie Elena nel 1948 apre la libreria Palmaverde – “una libreria legata a una scelta precisa, non quella dell’alto antiquariato, ma del libro esaurito, un po’ raro e di cultura: mi è sempre piaciuto di più”, come ebbe a dire lo stesso Roversi – che rimase aperta fino al 1996. Roversi e sua moglie non vendettero la libreria perché

come non si vende un figlio, non si vende neanche la libreria. Quindi non la cediamo ma la chiudiamo, spegnendola con un soffio come si fa con una candela sulla torta di compleanno.

Roberto Roversi in libreriaIl suo amore per la diffusione libera della poesia è testimoniato anche da un aneddoto che lui stesso racconta: quando, come libraio, preparava i pacchi con i libri da spedire all’estero aveva un rito particolare:

Dai libri che partivano per l’estero, che dovevano affrontare un viaggio lungo e periglioso, mi congedavo con un rito speciale: scrivevo una piccola poesia per loro e la infilavo fra le pagine.

Roversi ha scritto diversi testi per le canzoni di Lucio Dalla (per gli album Il giorno aveva cinque teste, Anidride solforosa e Automobili) e per gli Stadio (tra cui Chiedi chi erano i Beatles, Maledettamericatiamo e Doma il mare, il mare doma).

Nella poesia di Roberto Roversi c’è un sapore petrarchesco sul quale ha inserito vari tentativi di innovazione formale, prima cautamente, poi sempre più intensi e, soprattutto, mai separati da una viva problematica etico-politica. Secondo Roversi la sua poesia era una “registrazione di eventi”.

Noi lo ricordiamo con una sua poesia – Le vergini voci – in cui Roberto Roversi registra l’amore nel suo palpito adolescenziale.

Le vergini voci

Tre ragazzine tutte vestite di rosso,
gambe lunghe, enormi piedi magri,
il corpo verde presto fiorirà.
Perfida, astuta, bella gioventù
gioca col tempo
sparpagliando la sabbia della vita
fra le dita sottili,
le ilari, vane, tristissime voglie
sciupano in parole,
smuovono i capelli dalla fronte
guardandosi nei vetri dei negozi
e dentro una scaglia di sole
s’aggiustano le maglie
mentre il tempo si spezza
negli ambulacri dei vicoli.
(In anni a venire
si perderanno rauche e taceranno
questi vergini voci fatte adulte
dalla rabbia, dal fuoco, dai pericoli
che il tempo accresce;
allora, insieme, potranno anche affondare
le nostre barche:
relegati in una lama di sole
contro un intonaco bianco, screpolato,
vecchi, pietosi, inutili solchi di lava,
ci sovrasta un tramonto spietato).
Adesso, se le sfioro camminando,
odoro la novità dei capelli,
foglia d’orto, fragole di vita,
mentre coi denti mordono la luce
e una felicità infinita
di andare, di restare.
Poi un sussurro amico conduce,
fra le agili ombre, il loro cuore.

 




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.