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Posted giovedì, 27 Settembre 2012 by Claudio Gurgone in Premi letterari
 
 

Toto Nobel per la letteratura 2012: Dacia Maraini, Andrea Camilleri e Roberto Saviano


Roberto Saviano tra i candidati italiani al Nobel letteratura 2012?Tra i candidati al Premio Nobel per la Letteratura 2012 vi sono anche tre scrittori italiani. Sono tre autori completamente diversi tra loro e ciascuno rappresenta un aspetto del nostro paese che piace tanto all’estero e di cui, diciamolo pure, possiamo andare fieri anche noi che nello stivale ci viviamo.

Come abbiamo già detto in questa rubrica, i premi Nobel hanno l’effetto collaterale di attrarre un sacco di interesse verso il vincitore, la sua opera e anche verso il suo paese.

Se Roberto Saviano vincesse il premio Nobel l’attenzione del mondo accademico internazionale si focalizzerebbe su un aspetto che, purtroppo, è già abbastanza famoso in tutto il mondo ma che probabilmente, in seguito a tutti gli articoli, reportage, interviste e conferenze che seguono un tale riconoscimento, verrebbe percepito in Europa e nel resto del globo, sotto una nuova (pessima) luce e in tutta la sua pericolosità, soprattutto per quanto riguarda la sua capacità di intaccare l’economia di una nazione che fa parte dei paesi più sviluppati del mondo, della Comunità Europea e anche della Nato.

Andrea Camilleri invece, è noto al grande pubblico soprattutto come giallista, grazie al riuscitissimoAndrea Camilleri si aggiudicherà il Nobel per la Letteratura 2012? personaggio del commissario Montalbano e alle trasposizioni televisive dei romanzi che lo vedono come protagonista. Il prolifico scrittore di Porto Empedocle però ha scritto tante altre opere, molte delle quali sono accomunate dal luogo in cui viene ambientata la vicenda, poiché si svolge nel quasi-immaginario paesino di Vigata e nei suoi dintorni, o comunque in Sicilia, anche se storicamente ci troviamo in epoche differenti. Tutte le sue opere sono caratterizzate dal suo peculiare punto di vista ironico sulle storie che racconta che, attraverso la sua penna, assumono toni talvolta surreali. Camilleri di libri ne ha scritti veramente tanti, anche perché ha iniziato a collezionare premi letterari nel lontano 1945, con raccolte di racconti e poesie. Ha anche lavorato come regista teatrale, sceneggiatore e curatore televisivo per moltissimo tempo. È stato il primo a far rappresentare in Italia le opere di Beckett e se qualcuno si ricorda dello sceneggiato (come si chiamavano una volta i telefilm) del Tenente Sheridan, andato in onda sulla Rai nei primi anni ’60 del secolo scorso, forse si stupirà nell’apprendere che il funzionario di produzione era proprio il nostro candidato siciliano al Nobel.

Dacia Maraini: per molti sarà lei a vincere il premio Nobel per la letteratura 2012Dacia Maraini, invece, rientra alla perfezione nella categoria degli “intellettuali di prestigio” avendo ottenuto pari fortuna sia presso il pubblico che presso la critica. Anche la sua carriera è davvero lunga, poiché è iniziata nel 1962 e comprende, oltre ai romanzi, dai quali sono stati tratti dei film, anche raccolte di racconti, poesie, saggi, opere teatrali, una sceneggiatura e storie per bambini. Mi limiterò a citarne alcune, scegliendo a caso in ordine assolutamente sparso: i romanzi L’età del malessere, Memorie di una ladra e La lunga vita di Marianna Ucrìa.

La commissione giudicatrice, di solito, quando assegna un premio, rilascia una breve dichiarazione per motivare la propria decisione. Quando nel 1997 il premio venne assegnato a Dario Fo, ad esempio, la motivazione era la seguente: “Seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

Possiamo facilmente prevedere che Saviano potrebbe essere scelto per l’impegno civile dimostrato attraverso le sue opere e si può ragionevolmente supporre che Camilleri, anche se ha alle spalle quasi mezzo secolo di scrittura, potrebbe piacere per la sua ironia e le colorite rappresentazioni dei personaggi che popolano il suo mondo e che lo hanno portato alla notorietà a partire dalla seconda metà degli anni ’90. Per quanto riguarda Dacia Maraini, invece, non avrebbero che l’imbarazzo della scelta, dato i molteplici campi della letteratura nei quali si è cimentata con uguale successo.

In ogni caso, se un connazionale dovesse aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento dell’Accademia di Svezia, noi lettori italiani (e non solo i lettori) saremmo comunque contenti, chiunque egli sia.




Claudio Gurgone

 
Vive a Torino, dove si è laureato in lingue e letterature straniere moderne. Alterna l'attività di traduttore con quella di insegnante. Disegna vignette per hobby ed è felice quando ha la possibilità di stare in mezzo ai libri e di occuparsi, in qualsiasi modo, di letteratura.