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Posted lunedì, 8 Ottobre 2012 by Luigi Milani in Punti di vista
 
 

Philip Roth, Wikipedia e il rispetto della verità

Philip Roth e la querelle con Wikipedia
Philip Roth e la querelle con Wikipedia

Nelle scorse settimane ha suscitato molto scalpore l’accesa polemica che ha visto protagonisti da un lato lo scrittore Philip Roth e dall’altro Wikipedia. Oggetto del contendere, una marchiana imprecisione riportata dalla enciclopedia digitale, relativa al suo romanzo La macchia umana, uscito nel 2000.

Nel dettaglio, veniva riportata per buona la diceria che lo scrittore Anatole Broyard fosse stato il modello ispiratore del personaggio del professore Coleman Silk, protagonista del romanzo di Roth. Quest’ultimo ha giustamente reagito, chiedendo a Wikipedia di rettificare l’imprecisione.

Wikipedia, con un atteggiamento più realista del re, trincerandosi dietro un formale e quanto mai burocratico richiamo alle regole interne dell’enciclopedia, ha opposto un paradossale e risibile rifiuto allo scrittore, qualificandolo come “non attendibile”, vista anche l’assenza di “fonti secondarie” in grado di corroborare le spiegazioni addotte dal diretto interessato. A quel punto Roth, non pago, ha inviato al sito del New Yorker una lettera aperta contro Wikipedia. Alla fine la pagina è stata corretta, dopo che nel frattempo la “flame war” globale scatenatasi sul Web e sui media tradizionali aveva coperto di ridicolo Wikipedia.

Quanto accaduto al celebre romanziere ebreo non è un fatto isolato. Wikipedia, che pure ha meriti vastissimi e innegabili, essendo di fatto assurta al ruolo di enciclopedia globale del sapere, gestita com’è da un sistema tuttora basato sul volontariato, è affetta da pecche e mancanze non trascurabili, sia sotto il profilo strettamente informativo, che sotto quello gestionale.

Sono in molti, e non da adesso, a denunciare ad esempio una certa arroganza e sufficienza da parte dei responsabili ad accettare e recepire le pur numerose segnalazioni di errori e rettifiche. Non meno grave del resto appare la mancanza di trasparenza che pure sembra sempre più spesso leggersi in certe scelte, quelle sì arbitrarie, compiute dai gestori del sito. Sito che, sia ben chiaro, è da considerarsi una delle più importanti e direi anzi imprescindibili risorse a disposizione degli utenti mondiali, ma che proprio per questo suo ruolo è auspicabile venga gestito e – absit iniuria verbis – regolato con maggiore attenzione e rispetto per la verità di quanto non si faccia al momento.

A meno che non si abbia paura della verità.

Foto | cdrummbks via VisualHunt / CC BY




Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.