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Posted sabato, 13 Ottobre 2012 by Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Donazione libri alle biblioteche, una pratica salutare


Come fanno le biblioteche ad arricchire il proprio patrimonio librario che poi mettono a disposizione degli utenti? La risposta più ovvia è che i libri vengano acquistati. C’è poi la donazione di libri alle biblioteche: magari qualcuno lascia in eredità (cospicui) fondi o alcuni editori e scrittori li regalano. Per legge gli editori sono obbligati a dare i libri a quattro biblioteche: due nazionali (Roma e Firenze) e due regionali indicate dai competenti organi (pertanto quando leggete su siti di alcune case editrici che invieranno alle biblioteche nazionali copia del libro che pubblicate con loro sappiate che non lo fanno perché sono più bravi di altri, ma perché gli editori – tutti – sono tenuti a farlo!).

Nulla vieta, però, che cittadini e cittadine regalino libri alle biblioteche: potrebbe essere un buon modo per liberarsi dal “feticcio” libro e condividere con altri il piacere della lettura.

A tal proposito, eccovi alcune foto d’epoca di una grande raccolta libri per la New York Public Library. Siamo ai tempi della prima guerra mondiale e la biblioteca partecipò al War Library Book Drive. Secondo le testimonianze dell’epoca era come se i libri fossero usciti dai locali della biblioteca e avessero invaso le strade (un po’ come è successo con la recente installazione libri contro il traffico). A ogni passante veniva dato un pezzettino di spago dicendo loro: “Legatevelo al dito e ricordatevi di portare un libro!”.

Le immagini, poi, ci presentano una simpatica signora che, in piedi su una piramide di libri, invita i passanti a donare altri libri alla biblioteca.

Simpatica iniziata da ricordare in occasione del Bibliopride 2012 (anche se noi siamo fermamente convinti che i libri debbano servire per alimentare la pace e non la guerra) nella speranza che più di qualcuno si senta invogliato a condividere con altri i propri libri, donandoli alle biblioteche pubbliche sì che possano avere una rinnovata stagione di vita. Del resto condividere il sapere lo fa aumentare, non diminuire.

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Via | Retronaut




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.